
Il Comune di Santa Maria a Vico ha approvato il certificato di collaudo tecnico-amministrativo redatto dall’ingegnere Tommaso Ragucci, professionista incaricato del collaudo dell’intervento di completamento e trasformazione dell’ex piscina comunale in Palazzetto dello Sport. Una determina che potrebbe far pensare alla conclusione definitiva dell’opera, ma che in realtà racconta una situazione ancora aperta.
La cronologia è significativa: il 12 dicembre 2025 il collaudatore trasmette al Comune il certificato di collaudo e i verbali delle visite effettuate. Quattro giorni dopo, il Responsabile Unico del Procedimento invia la documentazione all’impresa EFFE4 S.r.l., aggiudicataria dei lavori.
Il 7 gennaio 2026 l’impresa presenta le proprie riserve contro il certificato di collaudo redatto dall’ingegnere Ragucci. Appena un mese dopo, l’11 febbraio, la Giunta comunale autorizza l’avvio di iniziative giudiziarie finalizzate a ottenere la consegna del Palazzetto dello Sport e a verificarne lo stato di conservazione.
Successivamente il Comune promuove un ricorso d’urgenza, mentre il 21 aprile 2026 lo stesso collaudatore deposita una relazione riservata contenente le controdeduzioni alle riserve formulate dall’impresa.
La vicenda, però, non si ferma qui. La determina precisa infatti che il Tribunale, che incredibilmente nel documento diventa di Santa Maria a Vico ma sicuramente sarà invece Capua Vetere, ha disposto un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), nominando un consulente tecnico d’ufficio (CTU) incaricato di verificare lo stato dei luoghi e le eventuali difformità dell’opera. Solo il 23 giugno 2026 il Comune arriva quindi ad approvare formalmente il certificato di collaudo predisposto dal proprio tecnico.
Da questa cronologia non ci è chiara una cosa: quali motivi hanno portato il Comune ad approvare il certificato di collaudo soltanto il 23 giugno 2026, a oltre sei mesi dalla sua trasmissione e dopo l’avvio del contenzioso giudiziario?
È proprio questo il punto più interessante. Da un lato l’amministrazione approva il certificato di collaudo redatto dal professionista incaricato; dall’altro riconosce che è ancora pendente un contenzioso con l’impresa esecutrice e che è stato necessario rivolgersi al giudice sia per ottenere la riconsegna dell’impianto sia per accertarne le condizioni attraverso una consulenza tecnica.
Resta inoltre un elemento di scarsa trasparenza. La determina approva il certificato di collaudo, ma il documento tecnico non risulta pubblicato insieme all’atto. Non è quindi possibile conoscere il contenuto delle osservazioni formulate dal collaudatore, le contestazioni mosse dall’impresa EFFE4 né le motivazioni tecniche che hanno portato all’apertura del contenzioso.
In attesa dell’esito dell’ATP e della definizione della controversia giudiziaria, resta una domanda: quando il Palazzetto dello Sport sarà realmente nella disponibilità del Comune e potrà finalmente essere aperto ai cittadini?
A questo punto chiediamo all’Amministrazione comunale di pubblicare il certificato di collaudo, la relazione del collaudatore sulle riserve e, se possibile, le riserve presentate dalla ditta EFFE4. Qualora tali documenti fossero già disponibili, sarebbe opportuno indicare chiaramente dove i cittadini possano consultarli.
Ci appelliamo inoltre al senso di responsabilità dei consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, affinché esercitino fino in fondo il loro ruolo di controllo e contribuiscano a fare chiarezza su una vicenda che, allo stato attuale, presenta ancora molti punti oscuri. Perché, al momento, più che in un palazzetto sembra di trovarsi in un tunnel.