
Diciamolo: nelle ultime 48 ore è successo di tutto, dalla revoca dei domiciliari alle dimissioni di Giuseppe Nuzzo (FdI), fino alla conferenza stampa di ieri pomeriggio.
E non finisce qui: oggi 14/11 è previsto il consiglio comunale, e immaginiamo che sarà alquanto interessante, con sindaco e vicesindaco pronti a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Il consiglio vedrà la surroga di Igino Nuzzo con Clemente De Matteo e, come detto, l’assenza di Giuseppe Nuzzo: la sua surroga è rinviata al prossimo consiglio, con l’ingresso di Antonio Iaia, eletto nella lista Città Domani 2.0.
Ieri c’è stata la conferenza stampa, e oggi ci concentriamo su quella.
Conferenza stampa “tipicamente atipica”: in pratica una conferenza a senso unico, dove una parte dice la sua senza domande dei giornalisti — ammesso che fossero presenti. Dubitiamo, a dire il vero. Forse andava preparata meglio: una campana la sanno suonare tutti, soprattutto la propria.
Protagonisti: i tre avvocati del collegio difensivo Raffaele Carfora, Mauro Iodice e Angelo Raucci.
Abbiamo trovato l’intervento breve di Carfora assolutamente brillante: in due minuti ha spiegato con chiarezza la situazione di questa fase — chiusa, certo — in cui si è contestato il merito delle intercettazioni. Ci è piaciuto soprattutto il passaggio in cui invita a non esaltare ma nemmeno banalizzare il provvedimento del Riesame, ricordando che il procedimento va avanti. Dopo comunicati in cui si parlava addirittura di “proscioglimento” e di #assolta, non possiamo che fare un applauso a Carfora: standing ovation.
L’avvocato Raucci, con grande umiltà, ha ricordato che le motivazioni del Riesame ancora non si conoscono, ma ha sottolineato un dato oggettivo per lui importante: l’intera accusa si fonda su intercettazioni, e — a suo dire — non c’è fonte di prova peggiore. A leggere l’intera conversazione, gli avvocati ne hanno dato una lettura alternativa: si vedrà nelle motivazioni se il Riesame abbia fondato lì la sua decisione. Anche qui apprezziamo l’umiltà di Raucci.
E poi c’è stato l’intervento dell’avvocato Iodice, che onestamente ci ha fatto cadere le braccia. Ha ripetuto che non si è voluto ricorrere a cavilli per eliminare le intercettazioni, ma si è entrati nel merito — cosa già detta da Carfora e Raucci.
Ma non capiamo l’attacco gratuito al giornale online Casertace, definito “pseudoblog”. Immaginiamo che il termine non fosse rivolto a noi — non abbiamo mai trattato la vicenda giudiziaria — ma proprio a Casertace, che invece ne parla da anni.
E poi Iodice ne dice una grossa:
«Dicevano gli antichi greci: tutti hanno diritto di parola purché siano competenti; se non sono competenti, si astengano».
In una botta sola ha demolito democrazia, filosofia, storia greca e tutto il percorso secolare della libertà di espressione. Ma come si fa a dire una fesseria del genere?
Avvocato Iodice, Socrate lo conosce? Il celebre filosofo smontava i “competenti” interrogandoli sui loro stessi campi, mettendone a nudo la non conoscenza. Socrate parlava proprio perché non sapeva, e faceva domande per stimolare il ragionamento collettivo.
Tucidide fa dire a Pericle:
«Noi siamo i soli a considerare colui che non si interessa di politica non un uomo tranquillo, ma un inutile».
Pericle esalta la partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica, non solo degli esperti.
Per i veri Greci democratici, tacere era disinteresse civico, non una virtù.
Non stiamo qui a colmare le lacune di storia e filologia greca dell’avvocato, ma seguendo la sua stessa logica — non essendo esperto d’informazione — avrebbe dovuto ascoltare “i suoi greci” ed evitare giudizi in un campo in cui non è competente. E avrebbe fatto meglio a tacere.
Su Casertace si può dire tutto ciò che piace o non piace, ma non si può sostenere che non abbia parlato di un argomento che seguiva da anni, e che ora ha un risvolto giudiziario (per altro non concluso). Gli avvocati sono fiduciosi che forse non si arriverà nemmeno a processo, ma da un punto di vista giornalistico la notizia c’è, eccome: informare i cittadini è un dovere.
Dal canto nostro, come sempre, non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, ma solo dei risvolti politici. Ad esempio: il sindaco, nell’introduzione alla conferenza “senza stampa”, ha citato Giuseppe Nuzzo — con cui pure c’erano state belle bordate prima dei domiciliari — ma non ha citato il compagno di sventura Marcantonio Ferrara, che è stato anche assessore. Strategia difensiva? Mancanza di bon ton? Non lo sappiamo.
Adesso andiamo a comprare i pop-corn per il consiglio comunale.
Errata corrige: ci siamo confusi con i nomi degli avvocati nell’articolo; grazie a una segnalazione di una nostra lettrice abbiamo corretto l’errore.