
Come con Arienzo, di cui abbiamo parlato un paio di mesi fa per vicende politiche mischiate a decisioni giudiziarie, anche oggi ci tocca parlarne per Santa Maria a Vico.
Come per Arienzo, il riesame ha rimesso in libertà il sindaco; così, anche qui, il riesame rimette in libertà il sindaco Andrea Pirozzi, la vicesindaco Veronica Biondo, il consigliere d’opposizione FdI Giuseppe Nuzzo e l’ex assessore e consigliere Marcantonio Ferrara.
Quindi dobbiamo ripetere le stesse cose che dicemmo due mesi fa: gli arresti non sono un indice di colpevolezza, così come la revoca degli stessi non è un’assoluzione.
Resta da vedere se, come già accaduto per Arienzo, anche a Santa Maria a Vico entrerà una commissione d’accesso prefettizia.
Fratelli d’Italia festeggia con un comunicato dal titolo trionfante — “Un Giorno di riscatto per la Nostra Comunità” — il partito parla di “un momento di sollievo per tutta la comunità” e di “riconoscimento dell’integrità” di Pirozzi, Biondo, Ferrara e Nuzzo.
Nel testo si legge:
“Fratelli d’Italia esprime le più sincere felicitazioni al Sindaco Andrea Pirozzi, al vice sindaco Veronica Biondo, all’ex assessore Marcantonio Ferrara e al consigliere Giuseppe Nuzzo per questo importante risultato, che rappresenta un riconoscimento della loro integrità. Ma soprattutto un importante segnale di fiducia e di credibilità per Santa Maria a Vico.”
Seguono i toni concilianti del comunicato:
“Abbiamo sempre mantenuto una posizione di garantismo e piena fiducia nella magistratura, senza mai intraprendere la strada della speculazione politica. I fatti ci hanno dato ragione.”
A chiudere il coro di autocelebrazione, il post della vicesindaco Veronica Biondo, che sui social scrive:
“Oggi si chiude una pagina difficile, ma si apre una nuova pagina di dignità e verità. Porterò con me questa esperienza con forza e rispetto, senza rancore, ma con ancora più determinazione. Grazie a chi ha creduto in me, anche nel silenzio. Adesso si riparte, più forti di prima.”
Un videomessaggio che trasmette tanta umanità — la Biondo era visibilmente emozionata e provata.
Noi, come sempre, non ci interessiamo delle vicende giuridiche: lasciamo ai giudici tale compito.
Ma valutiamo le decisioni giudiziarie dal punto di vista politico.
Politicamente parlando, è chiaro che questa decisione del riesame alleggerirà la pressione sulla maggioranza, che ora potrà tirare un sospiro di sollievo.
Resta però il punto centrale: le dimissioni non andrebbero date per le indagini, ma per la gestione fallimentare del Comune.
E quella, purtroppo, resta tutta sul tavolo.
Non serve una sentenza per capire che la politica locale a Santa Maria a Vico ha toccato il fondo della credibilità.
L’amministrazione dovrebbe dimettersi per come ha gestito il comune in modo fallimentare:
- acqua non potabile nell’abitato di Maielli, espressione che da sola dovrebbe far arrossire le guance;
- situazione delle cave: la Moccia è ancora lì che incombe, mentre per la Balletta i cittadini avrebbero saputo poco senza un’interrogazione dell’opposizione;
- PalaSmav, che doveva essere aperto il 30/10 e ormai rischia di diventare il “PalaFANTAsmav”;
- ferrovia: “seguiremo con attenzione il cronoprogramma e parteciperemo ai tavoli di monitoraggio”.
E ancora altro, senza contare tutto il resto che non ci mettiamo a fare la lista della spesa.
E ora, mentre i festeggiamenti si sprecano, qualcuno dovrà pure chiedersi se la Prefettura non ritenga opportuno valutare l’invio di una commissione d’accesso. Perché quando le inchieste toccano così da vicino il cuore dell’amministrazione, un controllo serio non è una punizione: è un atto dovuto verso i cittadini.
La politica non è un tribunale, ma un patto morale con chi ti ha eletto. E quel patto, a Santa Maria a Vico, si è rotto da tempo.
Le dimissioni sarebbero state, usiamo il passato, un modo per dare la parola ai cittadini e interrogarli non sulla vicenda giudiziaria, evidentemente, ma sul grado di fiducia nella politica locale.
Ecco perché insistiamo e diciamo che una politica diversa è necessaria.
Non ci rivolgiamo a persone di buona volontà, ma a professionisti.
NON fate spallucce: i vostri figli, i vostri cari vivono a Santa Maria a Vico. Date una spallata per creare non il migliore dei mondi possibili, ma il migliore possibile qui, per la vostra comunità.