finanza

Apprendiamo da organi di stampa che ben 7 attività commerciali sono state controllate dalla guardia di finanza e che ben 6 sono risultate irregolari.

Ora noi come è noto non ci occupiamo di cronaca ma una considerazione va fatta per forza di cose vista l’entità dell’operazione.

Innanzitutto una premessa. Biasimiamo quei giornali che non hanno le palle per scrivere i nomi delle aziende e degli imprenditori coinvolti. Quando si tratta di persone, poveri cristi che si vedono notificare un avviso di garanzia, che non significa nulla, ecco i nomi, cognomi, soprannome, a chi appartiene, dove abita e poco ci manca che viene pubblicato pure il codice fiscale, con ovviamente tanto di foto con titoli che sono già una sentenza.

Quando si tratta di aziende bah putacaso ci si limita ai numeri: quante sono, quanti provvedimenti emanati, quante le persone coinvolte, quanti membri delle forze dell’ordine hanno operato. Mai un nome o cognome.

Lo faremmo noi, ma non abbiamo tale informazione, però i giornali uno sforzo oltre pubblicare la “velina” della finanza lo potevano fare e che cavolo!

Ma entriamo più nel merito.

Quindi 6 aziende su 7 hanno operato fino a stamane nella illegalità. Magari c’immaginiamo pure questi prodi imprenditori donatori di lavoro e benessere pigliarselo con lo stato che ce fott a nuje, l’euro c’ha ngujat e via così con la cantilena che magari abbiamo già sentito tante volte.

Di cosa si sono macchiate tali imprese? Ebbene tutte si sono servite di forza lavoro a “nero”.

Ma cosa significa esattamente? Ma poi infondo alla fine, qualcuno potrebbe dire:, che sarà mai, l’imprenditore/benefattore ha solo dato un po’ di lavoro e soldi a un povero disgraziato.

Certo non ha diritti, niente pensione, ma oggi come oggi con tanta crisi ci vogliamo lamentare?

Ebbene però se il povero disgraziato risulta iscritto all’inps come disoccupato e quindi percepisce gli ammortizzatori sociali che lo stato prevede, in parole povere questo tizio sta rubando a un disoccupato vero. Cosa rischia il lavoratore a nero o meglio sarebbe dire il finto disoccupato? Oltre al falso ideologico che sono 2 anni, si becca pure la reclusione da 6 mesi a 3 anni se ha percepito più di 4 mila euro annui, se ne ha presi di meno allora si becca “solo” una sanzione amministrativa. Ovviamente l’inps può chiedere al falso disoccupato tutto ciò che ha erogato come benefici oltre le sanzioni.

Curiosamente invece se il lavoratore in nero è solo tale e non anche falso disoccupato, quindi non percepisce benefici, potrebbe pure guadagnarci -forse- da questi controlli, in quanto la sua posizione verrebbe regolarizzata.

L’imprenditore rischia una pena pecuniaria solo se utilizza il lavoratore a nero, pena che aumenta fino a 36 mila euro per averlo utilizzato per più di 60 giorni.

Se la forza lavoro all’interno della sua attività è composta per il 20% da lavoratori a nero l’attività viene sospesa.

Sembra proprio questo il caso. Tutte e sei avevano oltre il 20% di lavoratori in nero!

Ecco perché vogliamo sapere i nomi delle aziende e degli imprenditori, perché il massimo che il popolo può fare è evitare di comprare i loro prodotti oggi e per sempre. Ma addirittura in una officina meccanica l’ambiente era insalubre, quindi i lavoratori oltre che “cornuti” per i motivi di cui sopra erano pure “mazziati” rischiando malattie.

Qui non c’è Stato, Europa, Euro o che altro, qui c’è solo la mente malata di imprenditori che pur di intascare qualche euro in più diventano carnefici, ognivolta togli diritti a un lavoratore, lo stesso viene disumanizzato. Ma è così appagante sfruttare l’essere umano? Quanto costa rendere un uomo della melma? Quanto si guadagna?

Una ultima considerazione la volgiamo fare su un dato che nessuno pare abbia voluto cogliere: ne esiste una! 

Una sola impresa. 6 su 7 sono illegali, ma una no. Per diana se c’è un giudice a Berlino, pare ci sia un imprenditore a Santa Maria a Vico. Vogliamo il nome! Vogliamo spendere i nostri soldi da questo tizio qui.

Magari ce lo immaginiamo seduto al tavolino con gli altri a bere un caffè che lo rimproverano di essere fesso, di non essere furbo, di non fare come loro. Il fegato amaro che si sarà fatto! Ce lo immaginiamo ora sorridere nella sua beata solitudine.

1 impresa su 7! Percentuale di merda, ma almeno c’è speranza.


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