Il sindaco Pirozzi ha deciso di intervenire in merito al nostro articolo, inviandoci una replica che pubblichiamo integralmente per correttezza e trasparenza.

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(testo integrale della replica)
sai bene che sono rispettoso della critica e raramente mi sono permesso di intervenire nella tua costante critica all’azione amministrativa svolta dalla mia amministrazione, ma questa volta per onore della verità ritengo doveroso farlo.
Pur rispettando la tua opinione, permettimi di dire con chiarezza che non è condivisibile né veritiera, perché non tiene conto dei dati oggettivi e ufficiali, peraltro sotto gli occhi di tutti.
La relazione di fine mandato, resa pubblica sul sito del Comune e validata dal parere del revisore dei conti, restituisce un quadro concreto e verificabile, ben diverso da quello che descrivi.
In questi cinque anni abbiamo garantito stabilità amministrativa, un bilancio solido, condizione tutt’altro che scontata e fondamentale per poter programmare e realizzare interventi strutturali.
Abbiamo avviato una trasformazione profonda dell’edilizia scolastica: la nuova scuola media, moderna, sicura ed efficiente, sarà pienamente operativa già da settembre; è pronto a partire il secondo lotto, che prevede laboratori e una nuova palestra; è in fase di completamento il primo lotto del campus e il secondo è ormai prossimo alla conclusione. Abbiamo inoltre consegnato alle famiglie l’asilo nido di Botteghelle, una vera eccellenza del territorio, mentre un secondo è in via di consegna a San Marco.
Si tratta di un investimento complessivo che restituisce un polo scolastico finalmente all’altezza delle esigenze delle nuove generazioni. Sul territorio, la riqualificazione di circa il 70% della viabilità comunale rappresenta un risultato tangibile, visibile quotidianamente dai cittadini.
A questo si affianca la realizzazione di quattro parcheggi con aree a verde attrezzate e spazi sportivi, oltre a interventi di rigenerazione urbana come quello di viale T. Alberto Puoti.
Tutto ciò è stato possibile anche grazie a una capacità progettuale concreta, che ha portato all’intercettazione di oltre 60 milioni di euro di fondi nazionali e regionali: risorse reali che stanno finanziando l’ammodernamento complessivo delle infrastrutture cittadine.
Anche la narrazione degli “incompiuti” va riportata alla realtà dei fatti. Il palazzetto dello sport è stato completato e collaudato già nel mese di dicembre.
La mancata consegna non dipende da inefficienze dell’amministrazione, ma da una controversia con la società affidataria dei lavori, già formalmente denunciata: si è in attesa dell’esito del giudice per procedere all’immediata consegna alla comunità sportiva.
Nel frattempo, altri interventi strategici sono in fase avanzata: la Casa di Comunità e la nuova sede comunale, più ampia e funzionale, rappresentano investimenti fondamentali per migliorare i servizi e la qualità della vita dei cittadini. Quello che emerge non è immobilismo, ma uno sforzo straordinario, continuo e concreto dell’intera amministrazione: programmazione, capacità di attrarre risorse, gestione di processi complessi e realizzazione di opere pubbliche. Certamente c’è ancora molto da completare, ma ridurre tutto questo a una narrazione negativa significa offrire una lettura parziale e poco aderente alla realtà.
Siamo consapevoli che amministrare significhi anche confrontarsi con difficoltà, tempi tecnici e imprevisti. Ma è proprio nella capacità di affrontarli e superarli che si misura la serietà di un’amministrazione. Saranno, come sempre, i cittadini a esprimere il loro giudizio.
Noi lo affronteremo con serenità, ma soprattutto con la consapevolezza di aver lavorato con impegno, responsabilità e determinazione per migliorare concretamente la vivibilità della nostra comunità.
Una risposta articolata, dai toni istituzionali, che merita però di essere letta con attenzione. Perché, al netto delle parole, restano alcune domande precise a cui i cittadini aspettano ancora risposta.
Come è noto, questo blog non è solito replicare. La nostra posizione la esprimiamo negli articoli. Tuttavia, avendo dichiarato apertamente l’intenzione di seguire questa fase elettorale con maggiore continuità, riteniamo corretto entrare nel merito.
Dunque innanzitutto una premessa: non abbiamo ancora criticato il bilancio consuntivo e la relazione finale che ci riserviamo di farlo probabilmente martedi prossimo.
Entrando nello specifico nella replica si fa riferimento a “dati oggettivi e ufficiali”, alla relazione di fine mandato, a un bilancio solido e a una lunga serie di interventi realizzati o in corso. Tutti elementi reali, sia chiaro. Nessuno mette in discussione l’esistenza di progetti, finanziamenti o cantieri.
Ma il punto sollevato nel nostro articolo è un altro.
Non riguarda ciò che è stato programmato o finanziato. Riguarda ciò che è oggi concretamente fruibile.
Perché tra un’opera finanziata, una in costruzione e una effettivamente utilizzabile dai cittadini c’è una differenza sostanziale. Ed è esattamente in questa distanza che nasce la percezione — sempre più diffusa — di una città fatta di cantieri aperti ma non ancora restituiti alla comunità. Di opere che quando iniziate si parlava di settimane o pochi mesi di “pazienza” da parte dei cittadini e poi invece sono passati anni.
Nella replica viene proposta una lunga elencazione: scuole, asili, strade, parcheggi, interventi di rigenerazione urbana. Un elenco che, preso così, restituisce l’immagine di un’attività intensa. Ma che non distingue chiaramente tra ciò che è concluso, ciò che è in corso e ciò che resta ancora da completare. Asfaltare delle strade, fare delle rotonde non è che significhi avere visione di un città né possono annoverarsi come elementi di innovazione.
Il caso del palazzetto dello sport è emblematico. È stato completato e collaudato, ci viene detto. Ma non è ancora disponibile. E al cittadino interessa poco se la causa sia una controversia legale o altro: ciò che conta è che una struttura finita che non è utilizzabile. E doveva esserlo già molti anni fa!
Altro passaggio rilevante riguarda i 60 milioni di euro di fondi intercettati. Ne parleremo abbondantemente come detto. Un dato importante, senza dubbio. Ma dire finanziamenti ottenuti e dire risultati concreti c’è una distanza che non può essere colmata con le parole. Ma del bilancio consuntivo come detto ne parleremo in un altro articolo.
Nessuno nega l’impegno amministrativo né la complessità della gestione pubblica.
Amministrare significa anche affrontare difficoltà, tempi tecnici e imprevisti, ricordiamo questione acqua potabile a nostro avviso malamente gestita o la morte della tratta ferroviaria BnNa. Ma proprio per questo, ridurre ogni critica a una “narrazione non veritiera” rischia di svuotare il confronto invece di arricchirlo.
Gli errori possono esserci. Riconoscerli non è una debolezza, ma il primo passo per migliorare. Il problema nasce quando si trasmette l’idea che tutto sia stato fatto nel modo migliore possibile, senza spazio per una valutazione critica.
Perché alla fine, al di là delle relazioni e delle elencazioni, la domanda è sempre la stessa: cosa funziona davvero oggi?
Il resto è narrazione.
Ringraziamo il sindaco per aver risposto e voluto un confronto su questo tema e speriamo che sia così anche per i prossimi articoli. Noi è vero che abbiamo detto che saremo più presenti in questa campagna elettorale con i nostri articoli, ma sempre nel rispetto dei ruoli e delle istituzioni.