Questo il manifesto comunicato di Francesco De Lucia consigliere comunale di Città di Idee.

Ci spiace dire che il consigliere non coglie assolutamente il problema.

Innanzitutto facciamo il complimento per l’uso dell’espressione “disdoro” che è bellissima espressione.

Detto questo il problema non è centrato. Il disdoro dell’arresto del consigliere Crisci e del dipendente comunale non è dovuto agli appalti, ma è dovuto in base alle notizie che si hanno in questa fase delle indagini, da estorsione e corruzione con metodo mafioso sulla concessione di loculi.

Il manifesto vorrebbe dire che, almeno così i nostri due neuroni lo hanno inteso, che in realtà la questione cimitero è molto più complessa con altri personaggi cui “guardare”. Sicuramente lo è, ma più da un punto di vista amministrativo che giuridico. Infatti, al momento non pare vi siano stati altri arresti a una settimana ormai dell’intervento delle Fiamme Gialle.

Il manifesto lamenta una sentenza del Consiglio di Stato che avrebbe condannato la ditta appaltatrice per 1.260.000€ e il consigliere dice che non si sa se incassati o meno dal comune.

Francesco De Lucia forse dimentica di essere consigliere comunale e non esistono documenti segretati. Se il consigliere vuole una informazione va in comune agli uffici competenti e chiede, in maniera formale o meno, notizie. O la magistratura eventualmente. Il buttare il sasso e nascondere la mano non è molto edificante.

Magari ecco che in consiglio comunale può il De Lucia fare una interrogazione e chiedere il perché delle somme non riscosse a suo dire. Interrogazione mai fatta in questi anni.

Ma non vediamo alcuna equiparazione tra un’accusa, ovviamente da verificare in tribunale, di estorsione con il metodo mafioso e una mala gestio amministrativa, anch’essa tutta da dimostrare, sulla questione cimitero.

Si scoperchi il vaso di Pandora? Si faccia luce? A noi pare si è iniziato.