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Abbiamo avuto un’amichevole chiacchierata con Luca Alfredo D’Andrea in merito alla posizione in consiglio comunale del gruppo consiliare di Ad Maiora, che abbiamo spesso criticato per non riuscire a comprendere da parte nostra il volersi dichiarare di maggioranza ma allo stesso tempo votare contro spesso e volentieri. Tanto che abbiamo definito la posizione di Ad Maiora schizofrenica. 

Un modo anche per conoscersi, visto che al nostro interlocutore è sembrato il nostro scrivere spesso in critica contro Ad Maiora un motivo per essere definito pro amministrazione. 

Proprio noi, che per dirne una, ma ci limitiamo solo a una, non ci vengono inviati i comunicati stampa perché siamo stati messi in “punizione”.

Quello che è emerso dalla chiacchierata è una chiara distanza del gruppo Ad Maiora dal gruppo Città Domani. 

Una distanza di ordine ideologico, Città Domani era partito come un’aggregazione di centro-destra ma secondo D’Andrea è diventata un’aggregazione che guarda a sinistra, mentre appunto Ad Maiora rimarca la sua matrice di destra.

Non solo ma la differenza e la distanza è anche politica sono tanti i provvedimenti che Ad Maiora considera poco convincenti da ultimo la cosiddetta donazione dei padri Oblati, ma anche le “leggi” sul bilancio che non paiono volare alto.

A questo punto poi la domanda sorge spontanea: come può appunto, alla luce di queste sostanziali differenze Ad Maiora considerarsi ancora di maggioranza?

D’Andrea ci ha dato la sua spiegazione ovvero sebbene trattasi di voti che sono contrari anche nel merito, il loro intento è quello di spronare Città Domani e tutta l’amministrazione a prendere atto che le cose non stanno andando bene per la città e sarebbe auspicabile invece di prendere semplicemente atto di questi voti contrari , di agire sedendosi, discutendo e soprattutto riconoscendo che esiste una forza consiliare nuova. Quindi come dire una sorta di stimolo.

Ecco questo è un altro problema che emerso dalla chiacchierata fatta con Luca Alfredo D’Andrea, il mancato riconoscimento di Ad Maiora che non è presente in amministrazione sebbene senza l’apporto di voti di Iadaresta-Moniello oggi siederebbe un altro sindaco.

Altro problema ancora la modalità con cui spesso si pigliano decisioni, da quello che abbiamo capito, con poca o nulla di concertazione tra le parti. Emblematico l’esempio che ci è stato portato della decisione di prorogare il rimpasto in giunta, inizialmente deciso per 18 mesi. Secondo quanto ci è stato riferito al duo di Ad Maiora è stata semplicemente notificata una decisione presa da Città Domani.

Comunque alla luce di tutto queste considerazioni ci viene in mente una frase che forse è emblematica dello stato d’animo di Ad Maiora: “Quosque tandem abutere, Pirozzi, patientia nostra?” (Fino a quando, Cataliana, abuserai della nostra pazienza)

Al momento da quello che ci è stato detto Ad Maiora si sente ancora di questa maggioranza perché crede ancora che questa amministrazione abbia qualcosa da dire, ma a quanto pare al momento la dice male. Quindi appunto non si vuole arrivare alle estreme conseguenze.

Noi certo abbiamo capito qualcosa in più di un atteggiamento che ci sembrava incomprensibile.

Però il punto è sempre quello: fino a quando? 


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