Videomessagio ieri del sindaco Pirozzi sulla problematica dell’acqua non potabile, che da oltre un mese sta attanagliando i cittadini di Santa Maria a Vico.

In tutta onestà: un video che non dice nulla, e quel poco che dice lo dice pure male.
Tre, a nostro avviso, i passaggi importanti.
1. La data della potabilità dell’acqua
Il sindaco afferma che il 9 aprile l’acqua risultava non potabile, mentre il giorno prima lo era. Bene. Ma visto che esiste — giustamente — una sezione del sito dedicata allo stato dell’acqua (che speriamo resti anche dopo l’emergenza), ci farebbe piacere, per trasparenza, che venisse pubblicato il dato oggettivo da cui si evince tutto questo. Immaginiamo che sia in possesso del Comune, quindi non dovrebbe essere difficile.
Attenzione: immaginiamo che il sindaco si riferisse anche a noi, quando ha parlato di persone esasperate che non vivono a Santa Maria a Vico. In effetti noi non ci viviamo, come il nostro Lettore sa bene. Ma non sappiamo nemmeno dove viva il sindaco! La nostra richiesta — legittima e semplice — è nata per tranquillizzare la popolazione con un dato chiaro.
La gente è spaventata: anziani, donne incinte, famiglie con bambini piccoli, persone già con problemi di salute.
Non facciamo polemiche strumentali, non ce ne frega nulla: poniamo domande logiche. Davvero questa richiesta è così assurda?
2. Questione economica: bollette “sospese”
Il sindaco ha annunciato che le bollette di marzo andranno pagate, mentre quelle di aprile saranno “sospese” fino alla risoluzione del problema. Dopo la normalizzazione, verranno pagate al 50%, con una riduzione sulla voce “depurazione”.
Bene. Ma c’è qualcosa che non torna.
Lo stesso sindaco, in apertura di video, chiarisce che l’ITL è il gestore del servizio. Quindi, se l’acqua non è potabile per colpa dell’ITL, la responsabilità è loro, e a rigor di logica le bollette andrebbero annullate, come forma di risarcimento.
Tuttavia, secondo i verbali degli incontri tra le parti, pubblicati e sottoscritti dallo stesso Pirozzi e dal delegato Moniello, la causa dell’inquinamento da nitrati sarebbe da attribuire a fattori umani: attività di agricoltori e allevatori.
Quindi? Allora la responsabilità è del Comune, che non ha vigilato, e l’ITL rischia pure di rimetterci soldi per un danno non causato. Un bel pasticcio.
3. L’acqua del Serino
Con tutto il rispetto, sarebbe un’ottima cosa. Ma che sia fattibile “nei prossimi giorni” ci pare ottimistico.
Vogliamo farci del male e ricordare un comunicato del 2019:
“Stiamo portando a conclusione un iter che da tempo seguivamo […] L’obiettivo di questa amministrazione di andare a potenziare le risorse idriche con la fornitura di acqua del Serino ormai è in dirittura d’arrivo […] Ci tengo a precisare che non ci saranno spese aggiuntive per i cittadini.”
Parole del sindaco, cinque anni fa!
Siamo nel 2025 e di quella “dirittura d’arrivo” non si è vista neanche la curva. Qualcuno ci spieghi cosa è successo nel frattempo.
Il videomessaggio è gravemente carente di contenuti essenziali. Nulla è stato detto su come affrontare questa emergenza, su come comportarsi, su cosa fare in concreto. È mai possibile che l’unica risposta per 14.000 abitanti sia:
“Prendete l’acqua dal fontanino di via Diana”?
Siamo ancora a questo?
E la famosa macchina per depurare i nitrati? A che punto stiamo? È stata acquistata? Sta arrivando? È fatta con i Lego e va ancora montata?
Chiediamo di nuovo, senza ironia gratuita:
le dimissioni del sindaco e dell’intera amministrazione.
Non per spirito di polemica, ma perché non si può andare in consiglio comunale, utilizzando le comunicazioni e quindi senza contraddittorio, e dire che il problema è in via di risoluzione, quando i fatti dimostrano il contrario. Questo significa o non dire la verità, o non capire bene la situazione.
E noi, del sindaco Pirozzi, possiamo dire con certezza che non è un bugiardo.
Ma siamo sempre meno convinti che abbia chiara la realtà.
Un commissario non risolverà tutto. Ma almeno non peggiorerà le cose.
Chiudiamo con un consiglio (e un augurio):
Caro sindaco, cara amministrazione: fate un nuovo videomessaggio, breve. Dite solo questo:
“Cari concittadini, vista la situazione, per rispetto vostro ci dimettiamo.“