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C’è qualcosa che non torna quando, lo stesso giorno in cui approvi il Bilancio di previsione, senti già il bisogno di autorizzare quasi 4 milioni di euro di anticipazione di tesoreria.
Succede a Santa Maria a Vico, dove il 30 dicembre 2025 il Consiglio comunale approva il bilancio 2026-2028 e, poche ore dopo, la Giunta vara la delibera n. 182 che consente l’utilizzo di entrate a destinazione vincolata e il ricorso all’anticipazione di tesoreria fino a 3.837.709,61 euro.
Il bilancio nasce ufficialmente in equilibrio, ma la cassa no.
Un atto legittimo, ma tutt’altro che rassicurante
Dal punto di vista normativo, nulla da eccepire.
Ma il problema non è la legittimità dell’atto.
Il problema è il messaggio politico e amministrativo che trasmette.
Se il bilancio è stato appena approvato e già si mette nero su bianco la necessità di anticipazioni per:
- pagare stipendi,
- far fronte a spese obbligatorie,
- garantire la continuità amministrativa,
allora la domanda è una sola:
dove sta l’equilibrio finanziario?
Quando l’anticipazione diventa una routine
L’anticipazione di tesoreria dovrebbe essere uno strumento eccezionale, da usare in momenti limitati e imprevedibili dell’anno.
Qui invece viene programmata preventivamente, come se fosse una voce ordinaria di gestione.
Ancora più delicato l’altro passaggio: l’utilizzo di entrate vincolate per pagare spese correnti, con la promessa di “ricostituirle” quando arriveranno incassi liberi.
È legale? Sì.
Ma è anche il classico segnale di un Comune che vive rincorrendo la liquidità, tappando buchi in attesa del prossimo incasso.
Nessuna analisi, solo una coperta corta
Quello che manca completamente nel provvedimento è:
- un’analisi delle cause della carenza di liquidità;
- un riferimento ai tempi medi di riscossione;
- una strategia concreta di rientro.
Si parla genericamente di “contenere l’esposizione allo stretto necessario”, ma senza dire come e quando.
È una formula di stile che tranquillizza sulla carta, ma non risolve nulla nella realtà.
Bilancio approvato, cassa già in affanno
Il dato più politico di tutti resta uno:
bilancio di previsione e anticipazione di tesoreria vengono approvati lo stesso giorno.
Non è un dettaglio tecnico, ma una fotografia che racconta un Comune che entra nel 2026 sapendo già che, quando serviranno i soldi, potrebbero non esserci.
E quando un ente locale programma in anticipo l’emergenza, forse l’emergenza non è più tale: è diventata sistema.