
Ovviamente, non potevano mancare confusione, ritardi e decisioni incomprensibili anche sull’asilo nido.
La prendiamo alla lontana per far capire la vicenda, ma promettiamo di essere brevi.
Il Comune di Santa Maria a Vico riceve per il 2025 un contributo di 230.043,71 euro, destinato all’obiettivo di servizio: accogliere 30 bambini in più nei servizi educativi per l’infanzia.
Con una cifra simile, scatta l’obbligo di gara. E la gara va gestita dalla Stazione Unica Appaltante (SUA) di Avellino.
- 9 aprile 2025: la giunta approva il primo atto.
- 17 aprile 2025: il Comune chiede alla SUA indicazioni su come attivare la procedura.
- 20 maggio 2025: la SUA risponde. Un mese di attesa: lento, ma considerata la mole di lavoro di questi organismi, ci può stare.
Quello che non ci sta è che la giunta comunale si riunisca solo il 25 giugno 2025, quindi un altro mese buttato, per dare indirizzo agli uffici di avviare la gara. E con un dettaglio surreale: fissare l’inizio presunto del servizio al 15 settembre 2025, come se la burocrazia avellinese fosse un Frecciarossa.
La SUA, infatti, parte con la gara solo il 10 luglio 2025. Tempi lunghi, estate di mezzo, risultato scontato: a una settimana dall’apertura dell’asilo, non si sa ancora chi lo deve gestire.
E come se non bastasse, l’edificio delle Botteghelle è in ritardo cronico nei lavori. Morale: i bambini andranno al plesso Maranielli, in attesa che il cantiere decida di svegliarsi.
Così il Comune corre ai ripari e affida in proroga alla ditta uscente il servizio fino al 15 novembre, spendendo 38.000 euro.
Chi paga questi 38.000 euro? Sempre lui, il cittadino.
Che dire, complimenti: continuate così. Santa Maria a Vico, fiore all’occhiello della Valle di Suessola… per come non si programma un servizio.