Ebbene, alla fine il momento è arrivato. In questi giorni stanno arrivando le bollette dell’acqua. E ci sarebbe poco da stupirsi, se non fosse che parliamo di acqua non potabile per oltre due mesi.

E poi siamo noi quelli prevenuti nei confronti dell’amministrazione. Poi siamo noi quelli che odiano, ci è stato detto anche questo, l’amministrazione comunale!
Peccato che non siamo noi ad essere andati in Consiglio comunale, più di una volta, a fare video, più di una volta, dicendo che le bollette sarebbero state sospese, se non addirittura annullate!
A Santa Maria a Vico, come ricorderete, con Ordinanza sindacale n. 38 del 9 aprile 2025, il primo cittadino vietava l’uso dell’acqua per fini alimentari. Tradotto: niente da bere, niente per cucinare, niente per lavarsi i denti. L’acqua si poteva usare, al massimo, per annaffiare il basilico o tirare lo sciacquone.
L’ordinanza è rimasta in vigore per 72 giorni su 91 dell’intero trimestre. La revoca è arrivata solo il 19 giugno (Ordinanza n. 71). Ma evidentemente al gestore idrico e, soprattutto, al Comune poco importa: le bollette sono state emesse regolarmente, come se nulla fosse. Come se l’acqua fosse stata limpida, potabile e profumata come una fonte alpina.
E l’amministrazione? Silenzio tombale. Nessuna comunicazione ufficiale. Nessun atto. Nessuna sospensione. Nessun annullamento.
La trasparenza, in certi Comuni, è un optional. Come l’acqua potabile.
Ancora una volta, questa fallimentare amministrazione si distingue nel mettere la polvere sotto il tappeto.
Noi vorremmo sapere cose semplici:
- Le bollette acqua periodo aprile-giugno dovranno essere pagate?
- Se sì, perché, visto che era stato detto che sarebbero state sospese se non annullate?
- Visto l’andazzo: si pagherà nelle future bollette anche il costo dell’allaccio al Serino?
- Quando è previsto il prossimo controllo sulla potabilità dell’acqua? E da chi?
- Qual è il livello di nitrati di tutti i fontanini?
- Pubblicherete mai un documento che attesti l’ultimo controllo pre-aprile 2025?
- E infine: quando vi dimettete?
Aspettiamo risposte.
Anche se, ormai, ci siamo abituati a non riceverne.