
Acqua fresca sempre disponibile, aree d’ombra obbligatorie e divieto di lasciare gli animali esposti al sole nelle ore più calde. Con un’ordinanza firmata dal sindaco Emilio Nuzzo, il Comune di San Felice a Cancello introduce nuove disposizioni per la tutela degli animali d’affezione durante il periodo estivo.
Il provvedimento è già in vigore e resterà efficace fino al 30 settembre 2026, salvo eventuale proroga o revoca anticipata in base all’andamento delle condizioni climatiche.
Cosa cambia
L’ordinanza vieta di lasciare cani, gatti e altri animali domestici su balconi, terrazze, cortili e altre aree scoperte tra le ore 11 e le 18, oppure durante le allerte per ondate di calore, quando siano presenti anche solo una delle condizioni indicate dal Comune: esposizione diretta ai raggi solari, assenza di adeguata ventilazione, mancanza di acqua fresca o impossibilità per l’animale di rifugiarsi in un ambiente riparato.
I proprietari dovranno inoltre garantire acqua costantemente disponibile, un riparo ombreggiato stabile e vigilare sugli animali, soprattutto durante le assenze prolungate. Confermato anche il divieto di lasciare gli animali all’interno delle automobili in sosta quando le temperature possano mettere a rischio la loro salute.
Le violazioni delle prescrizioni comunali saranno punite con sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, mentre resta applicabile la normativa nazionale che vieta di detenere cani e altri animali d’affezione alla catena.
Un obiettivo condivisibile
La finalità del provvedimento appare difficilmente contestabile. Negli ultimi anni le ondate di calore sono diventate sempre più frequenti e intense e rappresentano un serio pericolo anche per gli animali domestici, soprattutto quando vengono lasciati all’aperto senza adeguate protezioni.
L’ordinanza richiama infatti le recenti modifiche legislative che hanno rafforzato la tutela degli animali e si inserisce in un quadro normativo sempre più orientato al loro benessere.
I punti che potrebbero far discutere
Accanto alle finalità condivisibili, non mancano però alcuni aspetti che ci lasciano dubbiosi.
La prima questione riguarda la formulazione del divieto. L’ordinanza individua come fascia critica quella compresa tra le 11 e le 18, ma allo stesso tempo fa riferimento alle “condizioni climatiche tali da determinare un concreto rischio di sofferenza”. Una previsione che potrebbe lasciare spazio a interpretazioni differenti durante i controlli, soprattutto nelle giornate estive meno calde.
Anche alcune espressioni utilizzate nel testo – come “adeguato ricircolo d’aria”, “riparo ombreggiato stabile” o “naturale ventilazione” – non sono accompagnate da criteri oggettivi, lasciando inevitabilmente un margine di valutazione agli organi incaricati dei controlli.
Il tema delle ordinanze
L’atto è stato adottato come ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, uno strumento pensato per fronteggiare situazioni eccezionali.
Siccome il caldo estivo rappresenti è un fenomeno ricorrente e prevedibile e che, proprio per questo, disposizioni di questo tipo potrebbero trovare una collocazione più stabile all’interno di un regolamento comunale sul benessere animale, anziché in un’ordinanza con durata limitata nel tempo.
Un segnale politico
Al di là delle possibili osservazioni tecniche, il messaggio lanciato dall’amministrazione è chiaro: durante i mesi estivi la tutela degli animali diventa una priorità e chi non garantirà condizioni adeguate di custodia potrà essere sanzionato.
L’attenzione sarà ora rivolta all’applicazione concreta dell’ordinanza e ai controlli che verranno effettuati sul territorio nelle prossime settimane, per verificare l’effettiva efficacia del provvedimento.