
La Giunta comunale di San Felice a Cancello ha approvato l’atto di indirizzo per avviare la nuova gara relativa al servizio di refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia e primarie per l’anno scolastico 2026/2027.
A una prima lettura potrebbe sembrare una delibera ordinaria. Ma il confronto con quella approvata appena dodici mesi fa ci solleva dei dubbi.
Nel luglio 2025 l’amministrazione comunale motivava la scelta di far ricadere interamente il costo della mensa sulle famiglie con una frase molto precisa: il Comune dichiarava la propria “impossibilità oggettiva… di far fronte, per il momento, alla spesa”. In sostanza, l’amministrazione comunale ammetteva apertamente di non avere le risorse necessarie per contribuire economicamente al servizio, lasciando il costo dei pasti totalmente a carico degli utenti.
Nella delibera approvata il 3 luglio 2026 quella motivazione scompare completamente.
Il documento si limita infatti ad affermare che il costo del servizio sarà posto a carico delle famiglie richiedenti, mentre per docenti e personale ATA continuerà ad essere utilizzato il contributo ministeriale. Nessun riferimento, però, alle ragioni economiche che avevano caratterizzato il provvedimento dello scorso anno.
La vera novità è rappresentata dall’annuncio di un sostegno alle famiglie economicamente più fragili.
La Giunta scrive infatti di voler destinare, con un successivo provvedimento e dopo aver acquisito i dati dei Servizi Sociali, una somma destinata a coprire le spese dei ticket mensa per i nuclei più disagiati.
L’intenzione è sicuramente apprezzabile. Tuttavia, allo stato attuale, resta un annuncio privo di elementi concreti.
Nella delibera non viene infatti indicato:
- quale sarà l’importo complessivo stanziato;
- da quali risorse sarà finanziato;
- quali saranno i requisiti per ottenere il contributo;
- quante famiglie potranno beneficiarne.
Tutti aspetti rinviati a un futuro provvedimento.
Le due delibere, quella del 2025 e quella del 2026, risultano quasi perfettamente sovrapponibili. Gran parte del testo è identica, cambiano l’anno scolastico di riferimento e pochi passaggi, sorvoliamo sul “SEGNALTO”. Tra questi, proprio l’eliminazione della frase con cui l’anno scorso il Comune dichiarava di non poter sostenere economicamente il servizio e l’inserimento della promessa di aiutare le famiglie più in difficoltà.
Resta però una domanda.
Se nel 2025 il Comune affermava di non avere la possibilità di contribuire alla spesa della mensa, L’ente dispone oggi di maggiori risorse? Se è così perché il peso economico continuerà comunque a gravare quasi esclusivamente sulle famiglie, con un contributo sociale ancora tutto da definire?
Anche sotto il profilo amministrativo restano diversi interrogativi. La delibera non indica il valore stimato dell’appalto, il costo dei ticket mensa né eventuali agevolazioni tariffarie. Non viene inoltre espressa alcuna valutazione sul servizio svolto durante l’anno scolastico appena concluso: nessun riferimento alla qualità del servizio, all’eventuale soddisfazione dell’utenza o a possibili criticità riscontrate.
La gara partirà regolarmente e sarà aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ma saranno gli atti successivi — capitolato, determina di affidamento e soprattutto il provvedimento promesso per i contributi alle famiglie — a chiarire se l’annuncio contenuto nella delibera si tradurrà in un aiuto concreto oppure resterà soltanto un’intenzione.
L’atto del 2026:
L’atto del 2025: