
Che San Felice a Cancello faccia repubblica a sé lo sappiamo e lo stiamo dicendo da anni, quindi non è una novità. Ma, anche su questioni molto sensibili come le pari opportunità, notiamo che questo voler essere sciatti continua quasi come una bandiera.
Ebbene, è certamente cosa buona e giusta che un comune vada a dotarsi di una Commissione Pari opportunità uomo-donna, Dio sa quanto poi nelle nostre zone ve ne sia di bisogno.
Ma la confusione mista a sciatteria, come detto, è davvero esagerata.
Partiamo dal fatto che innanzitutto il bando pubblicato all’albo pretorio fa riferimento a un regolamento approvato nel 2011 e modificato nel 2014. Purtroppo in quella schifezza di sito comunale non si trova il suddetto bando, o noi non siamo stati abili, in quanto nella sezione regolamenti in Amministrazione trasparente vi sono i regolamenti dal 2016 fino al 2023. Quindi questo non è stato inserito, magari poteva essere l’occasione per farlo.
Poi nella determina si dice che i componenti devono essere 11 in base alla disposizione dell’art.5 del regolamento. Bene. Nel file word contenente l’avviso pubblico si parla di scelta da parte del sindaco tra 11 e 13 componenti! Ma com’è possibile!? Ma che senso ha sta roba? Sono 11 o sono 13 sti componenti? Ma vuoi vedere, non lo sappiamo in quanto non abbiano il regolamento sott’occhio, che i componenti devono essere 11 ma partecipano di diritto alle riunioni della commissione sindaco e assessore pari opportunità, ed ecco che ne diventano 13?
Ancora.
E’ scritto che le domande devono essere presentate entro le ore 12,30 del giorno __________ 2024! Scritto proprio così: 12,30 con la virgola e senza indicare il giorno, lasciato vuoto!
Mai poi si può mai parlare di commissione pari opportunità uomo-donna andando proprio a ledere la pari opportunità? Cioè nei requisiti si legge “Le candidate” quindi questa commissione è aperta solo alle donne. E gli uomini? Sì d’accordo che sono le donne l’elemento più messo in difficoltà nel discorso parità ed è ovvio che la loro voce debba essere maggioritaria, se non preponderante, ma addirittura escludere completamente l’elemento maschile! A nostro avviso è una lesione del diritto di pari opportunità. Almeno un paio di uomini, su 11 o 13, ci dovrebbero essere.
Ma poi troviamo assurdo che la commissione sia scelta interamente dal Sindaco. Cioè un uomo dovrà scegliere ben 11 o 13 donne!? Certo, il sindaco potrebbe essere anche una donna, è un caso che in quest’amministrazione vi sia un uomo, ma appunto non sarebbe meglio modificare il regolamento e consentire alle istituzioni politiche e civili la scelta dei componenti le pari opportunità.
Esempio: magari il consiglio comunale potrebbe scegliere un gruppo di persone, in maggioranza donne e in maggioranza espressione della maggioranza, scusate il pasticcio di parole, anche potrebbe essere il mondo imprenditoriale a scegliere una o più donne da inserire, anche le associazioni, non necessariamente che si occupino di questioni femminili, potrebbero scegliere donne o uomini da inserire nella commissione.
Il sindaco invece ha un potere assoluto, se non quello di consultare la minoranza per un paio di nomi, ma non è tenuto a seguire le indicazioni.
Ci sembra un qualcosa, tanto per farla, tanto per dire che si fa anche questo, ma ci pare, siamo cattivi lo sappiamo, che è un qualcosa da fare per non fare.
Ci spiace per le donne che avrebbero davvero bisogno di sostegno. Anche stavolta bisognerà attendere tempi migliori. O forse no?