
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
Questa è un esempio di poesia metasemantica scritta da Fosco Mariani, l’esempio forse più calzante e famoso di questo genere di poesia. In pratica, detta proprio in soldoni, la metasemantica evoca attraverso parole inventate delle immagini. Il lonfo infatti sembra parlare di un animale, ma non esiste.
Ecco questo è un esempio dei politici, in particolare dei candidati sindaci di San Felice a Cancello che appunto lonfeggiano. Evocano immagini, ma in realtà, fino ad ora almeno, non stanno dicendo assolutamente nulla.
Tutti e tre candidati sindaci sono d’accordo su una cosa e cioè risollevare San Felice a Cancello. Benissimo. Il problema che questa espressione diventa metasemantica nel momento in cui rimane lì. Che si intende per risollevare? In che senso, in quale campo?
Mettiamo per esempio Luca Alfredo D’Andrea e questa perla che ci ha regalato su Fb: Ogni volta che aiutiamo il nostro vicino o la nostra comunità, stiamo costruendo un futuro migliore per tutti. Si va benissimo, anzi molto bello, fa molto volemose bene, molto Kumbaya, ma quindi dal punto di vista politico che significa? No perché queste sono parole ecco evocative, pure piacevoli, ma in sostanza non stiamo dicendo nulla. Se io aiuto la vecchina ad attraversare la strada, faccio una buona azione, altissima a livello sociale, ma livello politico-amministrativo che significa? Il nulla.
Emilio Nuzzo sempre in un post su Fb: Se seminiamo solidarietà e usiamo la ragione, raccoglieremo tutti in egual misura democrazie e benessere. Oh pure lui! Ma state provando a vincere le elezioni per fare i sindaci o per salire al soglio papale!?
Qua addirittura essere un buon sammaritano fa aumentare punti a livello di democrazia proprio. Con questo ragionamento ci viene da dire che in Russia e Cina, che la democrazia non sanno dove sta di casa, devono viverci proprio dei pezzi di merda.
Passiamo a Palmieri. Pure ci regala una perla in un manifesto di qualche giorno fa: Costruire ponti e mai erigere muri, una interlocuzione mite e coraggiosa, senza rischiare di apparire né troppo buoni, né troppo saggi. Con la capacità di guardare ai deboli per rafforzarli, ai bambini per preparare loro una città civile e sana … Qua siamo al trascendente al sapor di santità.
Siamo al 24/03 e ancora ce ne fosse uno dei candidati sindaco che parli di politica!
Cioè chiacchiere, lonfaggini, ma in concreto quale la strategia?
Cioè siamo sicuri, certissimamente, che i tre candidati sindaci stanno già monitorando i bandi regionali, nazionali ed europei che San Felice potrebbe utilizzare, ce ne volete parlare?
Certo forse è difficile come argomento, magari ci volete dire la vostra azione amministrativa dei primi 100 cento giorni?
Forse è difficile pure questo.
Ma una curiosità, ma se butto la carta nel cestino, invece che per terra, sto costruendo il futuro? Sto creando democrazie? Sto costruendo ponti? Almeno questo ce lo potete dire, sperando vi siano i cestini.
Cari candidati sindaci la smettiamo con questi sberdazzi e finiamola con questa sbernecchia, altrimenti l’elettore s’accazza!