
Come ormai è noto, la scadenza del 28 febbraio per l’approvazione del bilancio di previsione è ormai passata. Tuttavia, i consigli comunali di San Felice a Cancello e Arienzo non hanno ancora approvato i rispettivi bilanci, sebbene le giunte di entrambi i comuni abbiano licenziato i documenti.
Il bilancio di previsione è un documento fondamentale sia dal punto di vista politico che tecnico, ma risulta spesso difficile da “leggere” per chi non ha una preparazione specifica. Tuttavia, anche noi, pur non essendo esperti, abbiamo notato alcune cose abbastanza curiose che non sono sfuggite al nostro occhio.
Ad esempio, sia San Felice a Cancello che Arienzo non presentano il parere del revisore dei conti, un elemento che ci sarebbe sembrato molto utile conoscere e che riteniamo fondamentale, pena la nullità di una eventuale votazione.
Per quanto riguarda Arienzo, la situazione sembra un po’ confusa. La giunta ha approvato il bilancio di previsione il 24 febbraio, ma solo il 28 febbraio è stato convocato un consiglio comunale per discutere le aliquote, e poi un altro consiglio è previsto per il 10 marzo per il bilancio. Non sarebbe stato più semplice fare tutto il 10 marzo?
Inoltre, il bilancio è stato pubblicato all’albo pretorio solo il 3 marzo. Questo solleva una domanda: perché ci è voluto tanto tempo per pubblicarlo? Una settimana di ritardo, in un atto che è già stato approvato, sembra difficile da giustificare.
Non ci pare che il regolamento di contabilità del comune di Arienzo regoli il tempo necessario dalla approvazione in giunta alla discussione e votazione in consiglio quindi, la classica seduta ordinaria sarebbe stata sufficiente. Certo è sempre buona cosa dare ai consiglieri il tempo di valutare e studiare un documento cosi importante, ma ci pare strano non dare tempo ai consiglieri per valutare le aliquote e concederne tanto per il bilancio.
Inoltre, il presidente convoca un consiglio con il bilancio di previsione come punto all’ordine del giorno prima ancora che questo venga pubblicato all’albo.
In genere quando succedono sti casini, ste confusioni, è sempre sintomo di una difficoltà nella stesura stessa del bilancio. Quel -10.000.000€ è impressionante a fronte di un risultato amministrativo positivo. Il punto è che sembrano i conti pubblici peggiorare e mai migliorare, possibile non vi sia un piano di rientro? Va tutto bene? Certamente anche i 2 milioni e passa di investimenti influiscono nel dato negativo.
L’ente sta spendendo più di quanto incassa, il che potrebbe compromettere la sua sostenibilità finanziaria a lungo termine.La capacità di riscossione è un punto critico, l’ente ha difficoltà a incassare le proprie entrate, il che potrebbe essere un segnale di inefficienza nella gestione fiscale.
Passando a San Felice a Cancello invece abbiamo un bilancio in saldo di oltre 14 milioni di euro che è davvero una gran bella cifra, un risultato non ottimo, superlativo! Solo c’è un piccolo problema: non sono stati previsti nel bilancio di previsione il Fondo di Anticipazione Liquidità (FAL) che è pari a 0!
Cos’è il FAL?
Il Fondo di Anticipazione Liquidità (FAL) è uno strumento finanziario che consente agli enti locali di gestire temporaneamente la carenza di liquidità durante l’anno fiscale. Questo fondo permette ai comuni di accedere a prestiti a breve termine per far fronte a necessità immediate di cassa, come il pagamento di spese correnti o impegni finanziari urgenti. L’assenza del FAL in un bilancio è un indicatore di rischio, poiché il comune non ha risorse disponibili per affrontare eventuali problemi di liquidità.
Il comune di San Felice a Cancello presenta un disavanzo da coprire, e la difficoltà nella riscossione delle entrate è un altro punto critico. Come è possibile che il FAL sia pari a zero? Questo è un rischio significativo che non ci sembra il comune possa permettersi, considerando le problematiche di liquidità che potrebbero sorgere.
Non vediamo l’ora di leggere le relazioni del revisore dei conti per entrambi i comuni. Probabilmente, saranno molto interessanti, e potrebbero offrire una lettura più stimolante di una commedia di Goldoni.