
Ci sono storie che attraversano più di un secolo e che, prima o poi, tornano a bussare alla porta della memoria. È il caso del legame tra San Felice a Cancello e Ala, in Trentino, nato durante la Prima guerra mondiale quando le famiglie sanfeliciane accolsero uomini, donne e bambini costretti a lasciare la propria terra.
Nel 1916, Santa Margherita, località del territorio di Ala che si trovava nelle vicinanze del fronte, venne sfollata. La popolazione fu costretta ad abbandonare le proprie case e una parte degli abitanti venne trasferita lontano dal teatro della guerra.
Tra le destinazioni ci fu San Felice a Cancello, in provincia di Caserta.
Le fonti storiche parlano di numerose famiglie di Santa Margherita arrivate nel territorio sanfeliciano. Più in generale, San Felice a Cancello ospitò centinaia di profughi provenienti dal Trentino tra il 1915 e il 1918.
Un’accoglienza che oggi viene ricordata dalle due comunità non soltanto come un episodio della Grande Guerra, ma come una pagina di solidarietà.
Ed è proprio questo il significato dato all’incontro organizzato domenica 13 settembre, a 110 anni di distanza dagli eventi, che ha messo nuovamente in collegamento San Felice a Cancello e Ala.
Ad Ala, nella Sala del Consiglio comunale, l’iniziativa ha visto la partecipazione della vicesindaca Michela Speziosi, dell’assessore Vanessa Cattoi e della vicepresidente del Consiglio Maria Rosa Scarpolini. Presenti anche numerosi cittadini di Santa Margherita, tra cui discendenti delle persone che nel 1916 furono sfollate e accolte in Campania.
Durante l’incontro è stato realizzato un collegamento in diretta con San Felice a Cancello, dove era presente Paolo Leonardi di Memores, associazione che ha contribuito a ricostruire e riannodare questa vicenda storica.
Dal Comune di Ala è arrivato un messaggio particolarmente significativo: “Santa Margherita ritrova San Felice a Cancello a 110 anni di distanza”. Un modo per sottolineare come quella che fu una drammatica esperienza di guerra sia oggi diventata un’occasione per ricostruire un rapporto tra due comunità.
Anche San Felice a Cancello ha voluto ricordare la vicenda. Domenica 13 settembre, nella Sala consiliare del Comune, si è svolto un incontro dedicato proprio a questa pagina del passato.
Il sindaco Emilio Nuzzo, assente per motivi personali, non ha partecipato direttamente all’incontro ma ha affidato i saluti dell’Amministrazione all’assessore alla Cultura Diamante Borzillo, che ha indossato la fascia tricolore. Presenti anche l’assessore alle Pari Opportunità, avvocato Antonella Morgillo, e i rappresentanti delle associazioni Memories e Fatti per Volare, che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Ed è proprio Borzillo a sottolineare il significato della vicenda:
“Questo racconto dimostra come San Felice a Cancello, anche nei periodi più bui, abbia saputo aprire le proprie porte e il proprio cuore a chi era costretto a fuggire.”
L’assessore ha poi aggiunto che, per l’Amministrazione, la cultura significa anche “custodire il ricordo e trasformarlo in un’occasione di dialogo e costruzione di nuovi legami”.
Parole che sembrano indicare anche la volontà di andare oltre la semplice rievocazione storica. L’incontro viene infatti presentato come il primo passo di un percorso condiviso tra San Felice a Cancello e Ala, fatto di iniziative culturali, scambi e nuove occasioni di confronto.
Nel 1916 San Felice a Cancello era per quelle famiglie un luogo sconosciuto nel quale erano state costrette ad arrivare a causa della guerra. Oggi, 110 anni dopo, rappresenta invece il punto di partenza per recuperare una storia comune.
Una storia nella quale oltre gli eserciti, fronti e sfollamenti, ci sono anche famiglie che aprirono le proprie porte a persone che avevano perso temporaneamente la propria casa.
Il numero esatto dei profughi provenienti esclusivamente da Santa Margherita resta ancora da ricostruire attraverso la documentazione d’archivio. Le fonti parlano di numerose famiglie, mentre per San Felice nel suo complesso viene indicata la presenza di centinaia di profughi trentini tra il 1915 e il 1918.
Ma il dato numerico non è la parte più importante.
A distanza di 110 anni, Santa Margherita e San Felice a Cancello si sono ritrovate. E una storia nata dalla tragedia della guerra è diventata, oggi, un’occasione per costruire un nuovo ponte tra due comunità.
