
Certe volte daverro ci chiediamo se gli atti che un comune rende pubblici alla cittadinaza vengano veramente letti. alle volte, anzi spesso, si trovano cose che hanno dell’incredibile.
Il Comune di San Felice a Cancello ha pubblicato un’“Avviso di indagine conoscitiva per la rilevazione dell’interesse al servizio di Asilo Nido Comunale – Anno educativo 2026/2027”. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere le manifestazioni di interesse delle famiglie, così da consentire all’Amministrazione di programmare e organizzare il servizio.
Un’iniziativa che, sulla carta, appare certamente utile. Leggendo però attentamente l’avviso e il relativo modulo allegato, emergono alcune questioni che meritano di essere chiarite.
Partiamo dal dato più evidente: non viene indicata alcuna scadenza per presentare la manifestazione di interesse. Il Comune spiega come consegnare il modulo, a mano oppure tramite PEC, ma non indica entro quale data le famiglie debbano farlo.
Non viene indicata neppure una data prevista per l’avvio del servizio.
Il modulo, infatti, chiede al genitore di indicare l’“età alla data di avvio del servizio” e di dichiarare che il minore, proprio a quella data, avrà un’età compresa tra 3 e 36 mesi. Ma quale sarà questa data? L’avviso non lo dice.
Un servizio ancora tutto da definire
L’Amministrazione precisa correttamente che la manifestazione di interesse non costituisce domanda di iscrizione, non dà diritto all’ammissione e non determina la formazione di una graduatoria.
Fin qui nulla di particolare. Un’indagine preliminare può evidentemente precedere la vera e propria procedura di iscrizione.
Il problema è che, contemporaneamente, l’avviso lascia ancora da definire praticamente tutti gli elementi fondamentali del servizio: criteri di ammissione, eventuali priorità, modalità di frequenza, tariffe e altri aspetti organizzativi.
Anche il modulo conferma questa impostazione.
Alle famiglie viene chiesto di indicare la preferenza per il tempo pieno, il tempo parziale mattutino, il tempo parziale pomeridiano oppure un orario indifferente. Tuttavia, non vengono indicati gli orari concreti ai quali corrisponderebbero queste formule.
“Tempo pieno”, quindi, significa esattamente cosa? 8-16? 8-17? 8-18? Per il momento non è dato saperlo.
Lo stesso discorso vale per le tariffe: saranno definite con successivi provvedimenti. Anche in questo caso la famiglia è chiamata a manifestare il proprio interesse senza conoscere quale sarà il costo effettivo del servizio!
È vero che l’Amministrazione può avere la necessità di raccogliere preliminarmente questi dati. Ma è altrettanto vero che il numero delle famiglie realmente interessate potrebbe essere influenzato proprio da elementi che oggi non sono ancora conosciuti. L’elemento economico non è poi una variabile secondaria.
E i non residenti?
Un’altra formulazione che meriterebbe maggiore chiarezza riguarda la residenza.
L’avviso afferma che l’indagine è rivolta “prioritariamente alle famiglie residenti nel Comune di San Felice a Cancello”.
La parola “prioritariamente” lascia intendere che possano essere prese in considerazione anche famiglie non residenti. Tuttavia, nel modulo predisposto dal Comune compare soltanto la dichiarazione: “di essere residente nel Comune di San Felice a Cancello”.
Non viene prevista una specifica opzione per il non residente.
La domanda, dunque, è semplice: i non residenti possono presentare la manifestazione di interesse oppure no? E, nel caso possano farlo, in che modo saranno considerati?
La questione potrebbe sembrare secondaria in questa fase, ma diventa importante perché l’avviso parla espressamente di una priorità per i residenti senza spiegare come questa priorità dovrebbe essere applicata.
Una raccolta di dati molto ampia
C’è poi il capitolo relativo ai dati richiesti.
Per una semplice indagine conoscitiva il Comune raccoglie una quantità piuttosto ampia di informazioni: dati anagrafici del genitore, codice fiscale, telefono, indirizzo, email, PEC, oltre ai dati completi del minore, compreso il codice fiscale.
Il modulo consente inoltre di inserire “eventuali esigenze o informazioni” ritenute utili ai fini della programmazione.
Non significa automaticamente che la raccolta sia illegittima. Il Comune ha naturalmente necessità di gestire correttamente le informazioni che riceve. Tuttavia, proprio perché si tratta di un’indagine preliminare e non ancora di una domanda di iscrizione, sarebbe utile comprendere quali siano le effettive necessità di tutti questi dati e per quanto tempo verranno conservati.
Anche l’informativa sul trattamento dei dati appare piuttosto sintetica: si limita a spiegare che i dati saranno utilizzati per la rilevazione del fabbisogno e la programmazione del servizio, nel rispetto del GDPR.
Sarebbe quindi opportuno che venissero chiariti, nell’informativa completa, gli elementi normalmente previsti dalla disciplina sulla protezione dei dati, compresi titolare del trattamento, base giuridica, tempi di conservazione e modalità per esercitare i diritti dell’interessato.
Anche la firma presenta una piccola incongruenza
Il modulo prevede che la manifestazione possa essere presentata da genitore, esercente la responsabilità genitoriale, tutore o affidatario.
Nella parte finale, però, la firma viene indicata come quella del “genitore/esercente la responsabilità genitoriale”.
Una piccola questione formale, certo, ma se tutore e affidatario possono presentare la manifestazione, sarebbe più coerente prevedere anche per loro la relativa sottoscrizione.
La domanda più importante, però, è un’altra
Al di là delle questioni formali, resta il punto centrale.
Il Comune parla di un Asilo Nido Comunale in Via Clemente Iadaresta, destinato indicativamente a circa 40 bambini tra i 3 e i 36 mesi, per l’anno educativo 2026/2027.
Ma a settembre 2026 l’Amministrazione sta ancora svolgendo un’indagine per capire quante famiglie siano interessate.
È perfettamente possibile che si tratti semplicemente di un passaggio preliminare necessario per organizzare correttamente il nido. Ma proprio per questo sarebbe interessante conoscere lo stato effettivo del progetto: la struttura è pronta? È già autorizzata al funzionamento? Qual è la capienza autorizzata? Sono stati completati tutti gli interventi necessari? Quando è prevista l’apertura?
Sono domande che l’avviso, al momento, non chiarisce.
E c’è un ulteriore elemento che meriterebbe di essere spiegato: se il Comune vuole raccogliere il fabbisogno per programmare il servizio, quando terminerà l’indagine e quando verrà pubblicato il successivo provvedimento che stabilirà concretamente iscrizioni, criteri, tariffe e modalità di frequenza?
Alle famiglie viene chiesto oggi di manifestare un interesse per un servizio il cui avvio non è ancora indicato e del quale devono ancora essere definiti diversi elementi fondamentali.
Non necessariamente un problema. Ma certamente una serie di interrogativi ai quali sarebbe utile che l’Amministrazione desse risposta.
Non a noi. Alle famiglie.
