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Lo ammettiamo abbiamo sottovalutato l’informazione che si occupa di Valle di Suessola. Spesso lo dobbiamo dire evitiamo di leggere alcuni giornali on line che sostengono di fare informazione sulla nostra Valle in quanto spesso abbiamo trovato più notizie attinenti e precise su Novella 2000.

Navigando però su facebook ci è balzata una notizia agli occhi, perdonateci ma non riveleremo il giornaletto che non vale i byte con cui è composto, riguardante San Felice a Cancello.

Dunque secondo questo “esperto” della politica nostrana gli amministratori che hanno provocato il dissesto finanziario non possono candidarsi alle politiche comunali, provinciali e regionali, ma potrebbero concorrere per le nazionali.

Citando poi l’art. 143 del TUEL!

Bene, bravo 7+!

Il Tuel effettivamente all’art. 143 quello dice, il giornalista non ha mica sbagliato. Però i testi unici vanno letti per intero.

Infatti se il giornalista avesse continuato tale dotta lettura si sarebbe imbattuto nell’art. 248 sempre del Testo Unico Enti Locali. Questo articolo modificato un paio di volte, ma l’ultima risale al 2012, stabilisce che i sindaci che hanno provocato il dissesto non possono essere eletti in parlamento per i prossimi 10 anni. Ovviamente sempre che il dissesto venga accollato al sindaco.

Inoltre il parlamento stesso prevede con apposite norme delle cause di incandidabilità per coloro che sono stati condannati in via definitiva a pene superiori i due anni, e stiamo semplificando la casistica è ampia da riportare qui. Quindi già per qualcuno, sebbene ancora non siamo a sentenza definitiva non potrebbe candidarsi.

Al limite si potrebbe porre la questione del perché il sindaco solo viene ritenuto responsabile tale da non potersi candidare al parlamento e non anche gli assessori, la cui incandidabilità è “solo” per le elezioni locali. Si potrebbe rispondere per il fatto che il legislatore nazionale ritiene il sindaco, responsabile pro tempore dell’ente anche della scelta degli assessori, inoltre il sindaco è un “potere” del comune come il consiglio ad esempio, gli assessori hanno più che altro il compito di coadiuvare il sindaco. Quindi diciamo che il legislatore ha voluto colpire maggiormente il ruolo del sindaco in quanto appunto maggiormente responsabile.

Ma da qui a dire che tutti possono candidarsi al parlamento nazionale ce ne passa.