
A Cancello Scalo l’aria continua a essere un problema serio, strutturale, documentato.
Non un’impressione dei residenti, non un allarmismo social, ma numeri certificati da ARPAC Campania. Eppure, nel dibattito pubblico locale, il tema viene spesso ridotto a una frase apparentemente rassicurante: “il biossido di azoto non presenta superamenti”.
Una frase vera, ma incompleta. E soprattutto usata in modo fuorviante.
Cosa dice davvero ARPAC (e cosa no)
Nella nota ARPAC riportata dal sindaco Emilio Nuzzo, l’Agenzia conferma che nella frazione di Cancello Scalo è attiva una centralina di monitoraggio che misura tutti gli inquinanti previsti dal D.Lgs. 155/2010, tra cui PM10, PM2.5 e biossido di azoto (NO₂).
ARPAC evidenzia correttamente che:
- non risultano superamenti dei limiti di legge per il NO₂, inquinante “più direttamente correlato al traffico veicolare”, come evidenziato nel documento pubblicato dal sindaco;
- il PM10, invece, ha superato ampiamente i limiti di legge.
I numeri parlano chiaro:
- 2019: 46 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10;
- 2022: 41 giorni;
- 2025 (dato al 23 dicembre): 45 superamenti, con l’anno ancora non concluso.
Il limite fissato dalla legge è 35 giorni l’anno. Qui siamo sistematicamente oltre, da anni.
Il cortocircuito logico: NO₂ ≠ traffico innocente
Il punto critico non è ciò che ARPAC scrive, ma come viene interpretato.
Sostenere che “il traffico non è un problema perché il NO₂ non sfora” significa confondere due cose diverse.
Il NO₂ misura principalmente le emissioni di scarico dei motori.
Il PM10, invece, ha origini multiple, molte delle quali strettamente legate al traffico, ma non allo scarico:
- risospensione delle polveri depositate sull’asfalto;
- usura di freni e pneumatici;
- traffico congestionato, stop & go;
- passaggio continuo di mezzi pesanti.
In un contesto come Cancello Scalo — strade strette, flussi elevati, code frequenti, mezzi pesanti — queste componenti diventano decisive.
Ed è scientificamente noto che sia possibile avere NO₂ sotto soglia e PM10 fuori controllo.
Va anche ricordato che il PM10 non dipende solo dal traffico: attività domestiche, fattori ambientali e meteorologici entrano in gioco. Ma dire “NO₂ non supera la soglia, tutto a posto” è una semplificazione fuorviante.
PM10: il problema che non si vuole nominare
Il PM10 è l’inquinante più scomodo: non si risolve con frasi rassicuranti, non si abbatte senza interventi strutturali, chiama in causa viabilità, traffico, controlli e scelte impopolari.
Per questo è più facile dire: “il NO₂ va bene”
che dire: “abbiamo un problema cronico di polveri sottili”.
Eppure ARPAC lo scrive nero su bianco: Cancello Scalo supera ripetutamente i limiti di PM10, e lo fa da anni.
Il ruolo del Comitato Vivere Cancello Scalo
Da mesi il Comitato denuncia questa situazione, raccoglie dati, segnala criticità e chiede interventi concreti.
La petizione “Cancello Scalo vuole respirare” non nasce dal nulla, ma da una realtà quotidiana fatta di traffico congestionato e aria irrespirabile.
Liquidare tutto come “assenza di superamenti del NO₂” significa non ascoltare i cittadini e semplificare un problema complesso.
Ben venga allora l’incontro del Comitato Vivere previsto con Piero Cau, dirigente ARPAC, anche se purtroppo è stato posticipato a data da destinarsi, si spera che comunque possa esserci a breve.