Archiviata la Settimana della Cultura ci pare giusto e doveroso farne un piccolo bilancio.

Dunque come detto anche in altri articoli al riguardo è stata una iniziativa ottima e pure michele nuzzorischiosa. La cultura fa sinonimo con pallosità se vogliamo essere sinceri e noi lo siamo, certo solo se non la si conosce. Questi appunto sono stati giorni che hanno sdoganato dei luoghi comuni, sono stati incontri culturali -vuoi convegni, opere liriche o musicali, incontri gastronomici, teatrali- che si è respirata un aria migliore. Per quanto ci riguarda plaudiamo all’assessore Michele Nuzzo e a chi gli ha fatto da direttore artistico. L’assessore ci ha assicurato una conferenza stampa per raccontare questa settimana quindi non diciamo di più in merito per il momento.

Però ci sono state anche cose che non sono andate benissimo. Innanzitutto la scelta della “Settimana” è stata tragica. Non solo il meteo si è messo di traverso ha in pratica piovuto tutti i pomeriggi e pure la sera. In concomitanza c’è stato il mercoledì con tutti i cinema a 2€, l’inizio delle Coppe Europee, gli impegni notturni di Napoli e Juventus. Ora chi vuol fare il saputello magari farà spallucce a queste cose, ma siccome noi abbiamo inteso la Settimana della Cultura come un evento che vuol coinvolgere le masse forse andava pensata meglio questa cosa. Non solo, non capiamo il motivo per cui la Settimana debba essere fatta di giorni consecutivi, si potrebbe benissimo spalmarla in un mese. Si possono fare due o tre giorni a settimana ed è la stessa cosa. In questo modo crediamo siamo meno faticoso e forse pure meglio piazzare gli eventi. Una cosa che però davvero non ci è piaciuta – forse è l’unica nota di stonata di un evento altrimenti eccellente- non abbiamo capito come mai con tanti caseifici che si trovano in Valle di Suessola si è andati a pescare uno che sta ad Alvignano, se non ricordiamo male.

Ci permettiamo di suggerire alcune modifiche per il prossimo anno:

  1. Evitare di affollare la giornata con troppe iniziative, si rischia che se qualcuno ha già ascoltato un ore e mezza/ due ore di convegno poi proprio non riesca a stare di nuovo seduto per ascoltare un concerto per quanto meraviglioso possa essere.
  2. Trovare un fil rouge che leghi i vari eventi in modo da dare un senso più completo alla manifestazione, altrimenti si rischia di fare un’accozzaglia di cose, certo belle, ma senza alcuna logica.
  3. Coinvolgere meglio i cittadini, non solo con una informazione degna di questo nome, che in questo caso è completamente fallita, ma anche facendo i convegni o i reading in piazza in modo da rendere davvero la cultura alla portata di tutti.
  4. Coordinarsi con le scuole. Ad esempio si può predisporre il Calendario con largo anticipo in modo da dar tempo alle scuole e agli insegnanti in particolare di far arrivare gli alunni preparati ai vari appuntamenti.

 

 

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