Parma–Napoli 1-1, e già qui potremmo chiudere. La fotografia perfetta di una stagione che non ha mai deciso cosa voleva essere.
Il punto è semplice: con tutto il rispetto per il Parma, che lotta per salvarsi, il Napoli queste partite le deve vincere. Sei punti. Invece sono arrivati due pareggi su due partite, entrambi sofferti, entrambi accompagnati da polemiche. E sì, anche stavolta c’è un episodio che farà discutere: il rigore netto non dato al Parma. A parti invertite, apriti cielo. Avremmo avuto il solito teatrino: “il Nord”, “i poteri forti”, “la Marotta League”, “diamo fastidio”, Garibaldi riesumato e Cavour tirato per la giacca. Poi però, quando capita dall’altra parte, improvvisamente tutto tace.
La verità è che questo è un punto guadagnato più che due punti persi. Perché il Napoli visto a Parma è una squadra che fatica, che arranca, che non riesce a imporsi nemmeno quando dovrebbe farlo per status prima ancora che per qualità.
E infatti il gol del Parma arriva in modo quasi didattico… ma al contrario. Errore grossolano di Juan Jesus, che ormai non è più una sorpresa ma una triste abitudine. La domanda resta sempre la stessa: perché gioca? Il Napoli ha una settimana piena per preparare le partite, non c’è turnover da gestire, non c’è più emergenza continua. E allora perché insistere con chi ti dà meno garanzie rispetto ad alternative più in forma?
L’azione è emblematica: raddoppio inutile su un pallone aereo a metà campo – una roba che non si vede nemmeno nei campionati amatoriali – marcatura lasciata, attaccante liberissimo, campo aperto e partita in salita.
Poi il Napoli prova a rimetterla in piedi, ma lo fa male. Fatica contro una difesa organizzata, senza idee, senza ritmo, senza quella cattiveria che serve per scardinare squadre che si chiudono. E guarda caso, quando entrano quelli che hanno gamba e coraggio, qualcosa cambia.
Alisson – uno che punta l’uomo, che rischia, che crea superiorità – dà subito un senso diverso alla manovra. Certo, ogni tanto esagera, ma almeno prova a spaccare la partita. Ed è esattamente quello che mancava: qualcuno che facesse saltare il banco, invece di limitarsi a girarci intorno.
Alla fine arriva il pareggio.
E qui arriviamo al punto più scomodo. Questo pareggio tiene in piedi il secondo posto e la qualificazione in Champions, che sulla carta è un traguardo. Ma siamo sicuri che lo sia davvero con questo tecnico? Perché andarci così, senza un’identità chiara e con queste fragilità, rischia di essere più un problema che una conquista.
Forse, paradossalmente, il vero risultato utile da qui a fine stagione non è la classifica. È capire cosa vuole diventare questa squadra. E soprattutto decidere chi la deve guidare. Perché continuare così, a metà tra ambizione e improvvisazione, non porta da nessuna parte.
Le pagelle del Pungiglione
Milinkovic Savic 6: non puo’ nulla sula goal sebbene ci prova almeno a prenderla. Devia un pallone pericoloso nel secondo tempo
Jesus 5: pippa!
(Beukema 6.5): meglio, ma non era difficile, è in forma e difende bene e si spinge pure in avanti.
Buongiorno 5.5: il solito purtroppo quest’anno, disattento e sempre falloso, un tocco di mano poteva essere fatale
Oliveira 6.5: fa quello che puo’ in avanti e tiene a bada gli avversari indietro che hanno le praterie di Jesus pero’ dall’altra parte, rischia l’autogoal.
Politano 5.5: non al meglio, la benzina non c’era ci mette cuore non la lucidità
Anguissa 5: non al meglio e si vede
(Alisson 6): spacca la partita portando verve e imprevedibilità
Lobotka 6: fa fatica sempre circondato ma riesce comunque abbassandosi a giocare bene
Spinazzola 6: anche lui non proprio al meglio cerca pero’ di trovare sempre lo spunto giusto
De Bruyne 5.5: ombroso non una bella partita
McTominay 6.5: ci prova in tutti i modi, pure in rovesciata, merita il goal perché ci crede sempre
Hojlund 6: rientra da un problema intestinale, da attaccante pure servire in area il compagno di squadra che poi senga significa tanto. Peccato che forse non è al meglio e scompare piano piano
(Giovane 5.5): fa il possibile ma per qualche strana ragione dal momento in cui entra si vedono cross in area, tipo quello che prende Elmas, che lo rendono inutilizzabile
All. Conte 3