
Nostro malgrado siamo costretti a ritornare sulla questione convocazione consiglio comunale, di Arienzo in particolare, ma in realtà gli argomenti sono più ampi in quanto coinvolgono la democrazia, la trasparenza e la percezione dell’importanza di un bilancio di previsione.
Il presidente del consiglio ci ha apostrofato di non aver nulla da dire, di riempire quindi il vuoto, di avere pregiudizi.
A piè pagina riportiamo alcuni esempi di comuni che hanno convocato il consiglio in seduta ordinaria per la’approvazione delle aliquote. Giusto alcuni per non appesantire la pagina e poi bisogna dire che in genere tantissimi comuni approvano le aliquote assieme al bilancio di previsione e quindi la seduta è per forza ordinaria.
Si noterà tra i comuni quello di San Felice a Cancello che è a due passi.
La seduta è ordinaria, come sappiamo, per dare tempo ai consiglieri di prepararsi sull’argomento che è molto tecnico. Per questo devono passare cinque giuorni liberi e interi dalla convocazione e non tre se fossimo in seduta straordinaria. Ma siamo in Italia e, a nostro avviso è una forza di questo Paese, non si è mai rigidi, si cerca sempre di guardare alla sostanza e quindi si dice: va bene se il comune è in emergenza allora vada pure in via eccezionale la seduta straordinaria.
Ma noi lo avevamo accennata questa possibilità in questo passaggio nell’articolo di ieri: Non vogliamo pensare che si è voluto in qualche modo accellerare per arrivare alla scadenza del 28 febbraio.
Se il presidente avesse detto che questo era il motivo, rispettare la scadenza, nulla questio ci sta, infatti il tuel lo prevede, ma poi il problema è perché arrivare con l’acqua alla gola e strozzare i tempi democratici.
Non c’è bisogno dunque di stravolgere la gerarchia delle fonti è l’articolo 38 del tuel stesso che prevede questa possbilità eccezionale.
Ma il vero problema è come è possibile che un comune con meno di 15 mila abitanti, dove basta l’approvazione della giunta per far si che il bilancio esplichi i suoi effetti, infatti l’approvazione del consiglio si riferisce a una presa d’atto non è ancora pronto!? Oggi all’albo non ci sta ancora niente.
Non si puo’ parlare di problema politico, a noi sembra che la maggioranza sia solida e pure ampia ci aspettiamo un voto favorevole di Cangiano sia alle aliquote che al bilancio di previsione. Il problema allora è di natura economico-amministrativa.
Questo succede perché il bilancio è una voce fastidioisa. Quando si parla di futuro di un comune è nel bilancio di prevesione che bisogna vedere questo futuro, non a chiacchiere. Il bilancio è visto invece come un elemento fastidioso che bisogna approvare ogni anno. A Santa Maria a Vico addirittura il bilancio, che viene approvato, da un paio di anni, prima della scadenza dell’anno, quindi c’è una certa attenzione, il delegato spesso non era neanche un assessore! Immaginate, una riunione di giunta dove si decidono se spendere soldi dove e quanto, non avere il delegato al bilancio che è figura più adatta a rispondere a quelle domande.
I comuni suessolani poi rifuggono totalmente da una spiegazione del bilancio semplificata ai cittadini. Quanti in percentuale pagano le tasse? Quanti soldi si prevede di spendere per le feste? Quanti per la manutenzione? Quanti per i servizi al cittadino? Quali sono per le amministrazione i servizi essenziali per la cittadinanza? Come potenziarli? e se non ci sono come averli? Quali investimenti, quanto si prevede spendere?
Tutte domande che i politici suessolani tutti non sprebbero dare una risposta.
Si pubblica un malloppo di centinaia e centinaia di pagine e chi s’è visto s’è visto.
Infatti il delegato di turno quando si presenta il bilancio di previsione sa solo dire si son ridotti i trasferimenti, il bilancio è solido, non abbiamo toccato le tasche dei cittadini. Poi quando si chiede quando vi sarà un intervento specifico; ecco che si risponderà eh bisogna attendere che “esce” un bando.
Invece le amministrazioni sono preoccupate al massimo di non farsi richiamare dal revisore dei conti, ma giusto per non fare brutta figura sui giornali.
Non parliamo poi del comune di San Felice a Cancello che essendo superiore ai 15 mila abitanti, ha bisogno del voto del consiglio per far si che il bilancio sia operativo, ma anche in queesto caso ci pare, potremmo sbagliare, che la giunta non ha nemmeno licenziato il bilancio.
Manca ai nostri politici una visione imprenditoriale. L’imprenditore cerca un modo per produrre ricchezza e con quella si compra le Ferrari e le Lamborgini. Un’amministrazione dovrebbe preoccuparsi di come produrre ricchezza, fare cassa volgarmente, e i macchinoni sarebbero le scuole, biblioteche, strade pulite, parchi, sicurezza, eventi ecc. Insomma tutta una serie di sevizi al cittadino.
Un giorno ci arriveremo, ma ci sembra molto lontano.
https://www.comune.sanfeliceacancello.ce.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_1076.html
https://comune.rubiana.to.it/Dettaglionews?IDNews=323238