
La serata cover di Sanremo è sempre quella in cui si sciolgono le tensioni e finalmente si fa spettacolo vero. E infatti è andata esattamente così: godibile, ritmata, più leggera. Tutti più rilassati, tutti più dentro al gioco.
Momento destinato a far parlare: il bacio tra Levante e Gaia mentre cantavano I maschi di Gianna Nannini. Peccato (o coincidenza?) che le telecamere RAI non abbiano inquadrato il momento. Censura? Tempismo sbagliato? Mistero che alimenta il chiacchiericcio. Sta facendo parlare anche il divieto a Gassmann padre di essere presente sul palco dell’Ariston in quanto, a suo dire, padre appunto di Leo concorrente in gara, mentre Gianni Morandi padre di Tredici Pietro non solo era sul palco ma ha pure cantato con il figlio. Gassmann figlio che con Aiello ha cantato Già tutto previsto in questo caso c’è stato un bacetto più casto sulla guancia.
Sul fronte polemiche: ci si aspettavano scintille tra Laura Pausini e Gianluca Grignani. Non sono arrivate. Però la battutina finale di Grignani, quando Carlo Conti gli ha consegnato i fiori (“c’è il numero di telefono?”), quella sì, è arrivata. Piccola stoccata, sorrisi tirati il giusto. E Falco a metà? Eseguita molto bene con Luchè, top ten meritata.
Sorprendenti, e tanto, le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena: mescolare Occhi di gatto con i Led Zeppelin era un azzardo. È diventato uno dei momenti più riusciti della serata. Divertente, intelligente, centrato.
Più classica – forse anche un filo ridondante – l’esibizione di Sal Da Vinci con Michele Zarrillo: ma magari un pizzico di misura in più non avrebbe guastato. Molto bello anche il duetto di Tommaso Paradiso con gli Stadio. Godibile anche l’apertura con Elettra Lamborghini e Las Ketchup.
E sorpresa: fuori dalla top ten Serena Brancale con l’immenso Gregory Porter e Delia, così come fuori anche Fedez e Marco Masini. Non scontato.
La vera rivelazione? Ditonellapiaga con Tony Pitony (la coppia che molti aspettavano al varco) con Lady is a Trump. Invece niente caricatura: presenza solida, ironia sì, ma con controllo. Dissacratori il giusto, ma a proprio agio su un palco enorme come il Teatro Ariston. Una scoperta vera. Vincitori con merito.
Capitolo conduzione: Bianca Balti co-conduttrice luminosa, spontanea, una ventata d’aria fresca vera.
E poi Alessandro Siani al posto di Andrea Pucci. Qui meno entusiasmo: battute prevedibili e quella cosa – imperdonabile – di ridere prima, durante e dopo la propria battuta. Se ridi solo tu, forse c’è un problema.
Ora la finalissima. Non c’è un vincitore chiarissimo. Sulla carta potrebbero giocarsela Serena Brancale, Arisa, Fedez e Masini, ma attenzione agli outsider come Sal Da Vinci, Sayf e Paradiso. E lo ribadisco: vedere Ditonellapiaga anche in chiave Eurovision Song Contest non sarebbe affatto male. Anzi.
Ora, finalmente, la mia top 30 aggiornata (perché al secondo ascolto si cambia idea, ed è normalissimo). Qualcuno sale, qualcuno scende. Fa parte del gioco.
E poi domani l’analisi finale di un Sanremo che, diciamolo senza giri di parole, resta piacevole… ma non memorabile.
TOP 30:
30. Eddie Brock – Avvoltoi
29. Dargen D’Amico – Ai Ai
28. Tredici Pietro – L’uomo che cade
27. Elettra Lamborghini – Voilà
26. J-AX – Italia starter pack
25. Mara Sattei – Le cose che non sai di me
24. Michele Bravi – Prima o Poi
23. Francesco Renga – Il meglio di me
22. Raf – Ora e Per sempre
21. Sal da Vinci – Per sempre sì
20. Tommaso Paradiso – I romantici
19. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
18. Patty Pravo – Opera
17. Samurai Jay – Ossessione
16. Nayt – Prima che
15. Sayf – Tu mi piaci tanto
14. LDA e AKA7even – Poesie clandestine
13. Levante – Sei tu
12. Ermal Meta – Stella stellina
11. Bambole di Pezza – Resta con me
TOP 10
10. Chiello – Ti penso sempre
9. Malika Ayane – Animali notturni
8. Luchè – Labirinto
7. Leo Gassmann – Naturale
6. Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta
TOP 5
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NUMERO UNO: