
Vince la 73esima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo Marco Mengoni con “Due Vite“. Vincitori annunciato, talmente tanto che si poteva pure chiudere mercoledì sera quando si sono esibiti 28 cantanti in gara e invece abbiamo dovuto attendere cinque serate e la finale ben oltre le 2 di notte.
Canzone certamente interessante, ben eseguita con trasporto e passione Mengoni ha vinto con gran merito ma diciamo che quest’anno la concorrenza non era proprio all’altezza delle edizioni precedenti.
Comunque bravissimo Amadeus nel gestire le situazioni più complicate e nel confezionare un festival piacevole, però 28 canzoni sono davvero tantissime e mi pare pure poco corretto dal punto di vista “sportivo” azzerare tutto alle 1:30 circa di notte per poi far ripartire il televoto.
28 canzoni sono davvero troppe e appesantisce un po’ tutta la baracca andando proprio a discapito delle canzoni e dei cantanti che si vorrebbe lanciare.
Altra nota stonata, ma lo dico da anni, i pipponi. Non che non siano un bel momento, che aiutano anche a riflettere, ma perché Sanremo deve essere questo? Perché i temi posti in queste serate non possono essere trasposti in musica? E’ la musica, la canzone che dovrebbe portare anche questi temi a Sanremo e non il solito: io ti amo – tu mi lasci sto male – stiamo assieme ancora.
Non che questo festival non abbia comunque avuto canzoni come si dice “impegnate”.
Altra nota stonata le giurie. Cioè va bene quella dei critici rappresentati dai giornalisti, va bene la demoscopica, va bene il voto nazional popolare, ma manca la giuria di quelli che di musica ne capiscono, c’è un’orchestra lì, sfruttiamola, oppure si potrebbe invitare chi la musica la pratica, la suona, la vive!
Ieri temevo la questione letterina, pensavo fosse un qualcosa di non sanremese, ma invece m’è piaciuta la lettera di Zelenski in quanto scritta in collegamento proprio con la musica e Sanremo e se qualcuno può storcere il naso sul fatto che in Ucraina si conosca un festival come Sanremo non capisce il fatto che la musica italiana è molto apprezzata in est Europa e poi esiste la comunità Eurovision in tutto il mondo, anche Ucraina dunque, che segue i vari festival che si tengono in Europa.
Momento brivido dopo Blanco che sfascia il mondo sul palco, Rosa Chemical ieri, che non mi è piaciuto molto, cioè hai già una canzone “forte” non c’era bisogno forse di simulare l’amplesso con Fedez e poi baciarlo in bocca sul palco. Io ho trovato molto trash questo momento, ma forse è il mio essere una sorta di bizuoco sposato a farmi vedere le cose in questo modo, anche se cerco di avere un sguardo aperto sulle cose e sul mondo.
Ah giusto per i complottisti sanremesi: non era preparata.
Le canzoni che mi sono piaciute e spero abbiano una propria vita oltre Sanremo: Splash di Colapesce e Di Martino straordinari nel rendere leggere le frustrazioni italiane. Articolo 31 con Un bel viaggio, canzone che parla della loro ascesa, del loro inferno e della loro reunion, questi due “ragazzi” fanno parte della mia giovinezza e quindi non può non far piacere averli visti assieme con una bella canzone davvero. I Cugini di Campagna con una canzone nel loro stile, ma sono stati bravissimi. Mi è piaciuto anche Lazza e forse tra tutti i giovani è stato quello assieme a Sethu il più interessante. Grignani pure mi ha fatto piacere che abbia portato una bella canzone.
Assolutamente un bel momento il premio alla carriera a Peppino di Capri un mostro sacro della musica italiana. Ma bravissimi gli ospiti italiani così come quelli stranieri, tutti contenti di esserci e vogliosi di cantare e far cantare il pubblico dell’Ariston sempre tacciato di essere “vecchio” e istituzionalizzato e invece non si contano le volte che tutti sono saltati in piedi e hanno ballato.
Facciamo i complimenti a Mengoni e gli auguri di far bene a Liverpool all’Eurovision a maggio.
Rimarrà comunque il festival che ha avuto all’apertura il Presidente della Repubblica Mattarella che insomma ha un valore simbolico enorme.
Le pagelle del Pungiglione
Amadeus 9: ha azzeccato un altro Sanremo. Gli ascolti lo hanno premiato in pieno e sono stati un crescendo, cosa alquanto anomala per Sanremo, magari avrà qualche problema a livello politico visto i tempi e le cose successe sul palco dell’Aristone su quello della Costa Smeralda.
Morandi 10: il vero eroe di queste sere, iconico oramai con la scopa in mano, simpatico, dolcissimo, altro bel momento il bacio con la moglie Anna.
Ferragni 7: brava, assolutamente a suo agio e si ben amalgamata con il duo di conduttori, forse un tantinello ferragnicentrica ma insomma ha creato un impero economico su questo.
Fagnani 7: molto brava, simpatica, ha portato poi il monologo pippone sui giovani carcerati di Nisida che ha aperto qualche mente a riguardo
Egonu 8: non è certo questo il suo mondo, ma è stata bravissima, sorridente a 54 denti sempre, assolutamente padrona della scena e diciamolo di una eterea bellezza.
Francini 10: forse tra le co-conduttrice quella un po’ sacrificata, ma è stata assolutamente brava ed efficace oltre a essere stata simpaticissima, molto bello e particolare il suo monologo-pippone.