
Lo avevamo già detto e lo ribadiamo senza girarci intorno: delle elezioni della Regione Campania non ce ne occupiamo. Non perché siamo snob o disinteressati alla politica, ma perché consideriamo l’istituzione regionale – non solo quella campana, tutte – un cancro amministrativo che andrebbe estirpato alla radice. Un livello in più che serve solo a moltiplicare poltrone, clientele e rimpalli di responsabilità.
Avevamo chiesto una sola cosa ai cittadini: non andare a votare. Non per menefreghismo, ma per mandare un segnale chiarissimo contro questa struttura pachidermica e vessatoria. E, diciamolo, ci avete dato una bella soddisfazione.
Il 56% dei campani è rimasto a casa. Un dato enorme.
Un’astensione così alta dovrebbe far tremare i polsi a chi continua a ripetere che “la gente ama la democrazia”. E invece siamo già alle scuse di rito: il freddo, l’ora legale, la pioggia, le cavallette… e qualche altra sciocchezza.
Certo, superare il 60% sarebbe stato un ceffone ancora più rumoroso, ma già così il messaggio è arrivato forte e chiaro. Anche se qualcuno fa finta di no.
La Valle di Suessola: un risultato che parla chiaro
La nostra zona non si è comportata affatto male. Qualche numero:
- Arienzo: vota il 53%. È ancora alto, sì, ma molto lontano dal 79% del 2020, quando c’era pure un candidato uscente da sostenere.
- Cervino: con solo un candidato, si scende al 46% (contro il 50% di cinque anni fa).
- San Felice a Cancello: 51%, in calo rispetto al 54%, e con almeno due candidati in campo.
- Santa Maria a Vico: con un candidato originario del posto ci si ferma al 44%, contro il 71% della precedente tornata.
Altro che entusiasmo popolare.
E allora che hanno “vinto” Fico e compagnia?
Noi sinceramente non lo capiamo. Parlano di vittoria, di mandato, di consenso… ma con metà della popolazione che non ritiene neanche utile presentarsi, stiamo parlando di che cosa esattamente?
Quello che esce fuori è un presidente con legittimazione politica praticamente azzerata. La Regione Campania resta, sì, un ente legale, perché così dice la Costituzione. Ma politico? NO!
Il punto è sempre lo stesso
Se davvero si vuole riavvicinare i cittadini alla politica, bisogna tagliare ciò che tiene in piedi questo carrozzone di voti clientelari e deleghe infinite. Finché esisterà questo livello istituzionale, non si farà altro che alimentare un meccanismo che non funziona più e che, a quanto pare, i cittadini hanno capito benissimo.
Il segnale è arrivato. Chissà se qualcuno avrà il coraggio di leggerlo.