Vivendo in Francia ed essendo iscritti all’AIRE abbiamo già avuto modo di esprimere il nostro voto in merito ai cinque quesiti referendari.

Quindi, dall’alto della nostra arroganza, al nostro Lettore vogliamo offrire delle indicazioni di voto.

Referendum n°1: Decreto Severino. Scheda colore Rosa.

E’ incredibile come nel caso il referendum passasse rischieremmo di avere amministratori locali, ma anche parlamentari che con una condanna, sebbene semplicemente solo in primo grado, ma questo significa che un giudice si è espresso, potrebbero governare e amministrare.
Immaginiamo dunque un candidato sindaco condannato in primo grado per reati di stampo mafioso e corruzione vincendo le elezioni potrebbero amministrare senza problemi.

Potrebbe poi quello stesso politico risultare innocente, ma davvero vogliamo correre il rischio?

Pensiamo che la norma attuale sia da salvaguardare. Certo sarebbe giusto attendere una sentenza definitiva, ma significa attendere anni e anni e si offrirebbe l’alibi al politico corrotto e criminale di presentare il suo caso personale come attacco politico e non come provvedimento giuridico.

Il nostro voto è dunque: NO!

Referendum n° 2: Misure Cautelari. Scheda di colore Arancione.

Questo Referendum si concentra sulle esigenze cautelari e cioè: il pericolo di fuga, inquinamento delle prove, pericolo concreto e attuale che l’indagato commetta altri gravi delitti. Ma attenzione il Referendum “tocca” solo la misura cautelare nel caso in cui si ritenga che l’indagato commetta lo stesso tipo di reato.

Pensiamo anche in questo caso ad un caso concreto: una rapina. Certo nulla ci dice che quel particolare soggetto possa reiterare il reato, ma allo stesso tempo nulla ci dice che quel particolare soggetto non possa reiterare il reato. Il punto è: perché rischiare!?
Meglio dunque, avere questa misura cautelare, che magari offrirà molta discrezionalità ai giudici, ma poi perché i giudici non dovrebbero avere discrezionalità e volerli ridotti a meri burocrati?

Il nostro voto è: NO!

Referendum n°3. Carriera dei magistrati. Scheda colore Giallo.

Si tratti dei cambi di funzioni in corso di carriera. Il giudice deve essere, proprio per definizione, equidistante dalla causa che tratta, un giudice che invece ha per decenni in passato svolto una funzione di pubblico ministero rischierebbe di essere “contaminato” nel suo giudicare e non garantirebbe la necessaria equidistanza.

Il nostro voto è: SI!

Referendum n°4. Valutazione dei Magistrati. Scheda di Colore Grigio.

Che succede quando un giudice deve essere valutato perché magari ha commesso un errore? C’è il Consiglio Superiore della Magistratura che con organi ausiliari – i consigli di disciplina – sempre composti dai magistrati giudica nel caso di valutazione.
Sembra ovvio che le corporazioni cercano sempre di difendere se stesse anche quando non dovrebbero. Siamo al classico livello del controllore che controlla il controllato che poi qui sono la stessa cosa. Quindi ben venga la possibilità che assieme ai magistrati vi siano altre figure professionali che partecipino alla valutazione che poi sono già presenti in questi organi ausiliari solo che in caso di valutazione non hanno parola in merito.

Il nostro voto è: SI!

Referendum n° 5. Candidature al Consiglio Superiore della Magistratura. Scheda di colore Verde.

Non capiamo il senso del Referendum. Si tratta di una elezione e quindi si devono raccogliere le firme così come i politici devono raccogliere firme per potersi presentare alle varie elezioni.
Anche per il Referendum si devono raccogliere firme. Si può magari giustamente pensare che 25 firme siano troppe, ma non che il sistema sia sbagliato.

Il nostro voto è: NO!

Abbiamo concluso e speriamo che con questo articolo abbiamo aiutato qualcuno a farsi una idea più chiara nel caso fosse confuso sul da farsi.