E’ da un bel po’ che ce lo chiediamo e quello che è successo ad Ischia ha accellerato la nostra curiosità.

Sia chiaro che su Ischia si stanno leggendo un sacco di fesserie, ma il problema di fondo rimane. La natura non è né benevola né maligna. Essa agisce da milioni di anni su questo pianeta a prescindere dalla presenza dell’uomo.Che una collina venga giù è uno dei fatti naturali più ovvii di questo mondo.

Il punto è capire se la mano dell’uomo ha accelerato un processo dunque inevitabile. Dire che quelle case che sono venute giù, non dovevano esserci, significa che hanno alterato e in qualche modo accelerato l’inevitabile? Oppure che prima o poi sta collinetta sarebbe venuta giù? E quindi avrebbe colpito anche le case costruite su di essa?

Un po’ come le cittadine sorte alle pendici di un vulcano attivo come il Vesuvio. Prima o poi esploderà. Vi sarà morte e distruzione, ma in questo caso sappiamo benissimo che l’uomo non è responsabile dell’eruzione semmai lo è della incolumità di chi abita lì e di chi coscientemente vuole abitare lì.

Teniamo anche presente che le conoscenze tecniche e scientifiche progrediscono con il tempo. Magari in base a determinate conoscenze ciò che era consentito 30 anni fa non lo è più adesso. Però intanto ecco che per 30 anni su quelle conoscenze si è costruito e pure dal punto di vista legale in maniera lecita.

Ma pensiamo alla Valle di Suessola. Come è noto un tubo di gas si è rotto e il gas fuoriuscito ha preso pure fuoco. Dall’ultimo consiglio comunale di Santa Maria a Vico il sindaco Pirozzi ha informato la cittadinanza del fatto che tutto questo è avvenuto per un evento franoso.

Ora noi ci chiediamo: ma l’evento franoso è avvenuto in quanto naturale oppure dal fatto, che vuoi gli incendi vuoi le costruzioni e così via, hanno accelerato il processo franoso?

Fortunatamente in questi ultimi anni, almeno così sembra, si è data molta attenzione alla pulizia dei Valloni che sono utili a contenere le acque piovane, fino a un certo punto almeno. In anni passati per l’incuria sono stati proprio utilizzati come una sorta di discariche a cielo aperto se non addirittura tombati.

Il punto che noi vorremmo porre attenzione per tutti i comuni della Valle di Suessola è se le costruzioni che ci sono oggi siano compatibili con l’evoluzione geologica naturale. Noi vediamo che si costruisce in continuazione, sorgono case, sorgono palazzi, privati, sorgono edifici pubblici, ma ci chiediamo ancora: quanto suolo edificabile è rimasto ancora? Quante case e appartamenti sono ancora vuoti? Il sistema fognario, energetico, stradale, riesce a reggere il peso e fino a che punto può ancora riuscirci?

Purtroppo, viviamo nella concezione che un comune che ha più abitanti ha più successo, più è in salute potremmo dire. Ma è una concezione completamente fuorviante. Un comune funziona per i servizi che offre e il costo degli stessi.

I servizi poi sono dati dalle riscossioni che il comune riesce ad ottenere. Una volta c’era la zizza dello stato italiano cui mungere, cosa ingiusta in quanto i comuni virtuosi, specie nel nord Italia pagavano con le loro tasse i servizi loro e dei comuni del Sud, vedi cassa del mezzogiorno. Oggi i comuni, invece di sfruttare le potenzialità del territorio e allo stesso tempo aumentare le riscossioni, si sono buttati nel bandificio. Le cose si fanno se c’è il bando e se il bando lo si vince, altrimenti le cose non si fanno.

Ma questo non è amministrare, ma tirare a campare.

In ultima analisi, dunque, chiederemmo ai nostri sindaci di sapere: quante costruzioni sono a rischio idrogeologico? Quanto suolo ancora vi è disponibile? Quanto il sistema fognario, energetico e stradale riesce a sopportare? Quale il livello di riscossione? Quanto paga di tasse comunali una famiglia tipo?

Sì lo sappiamo. Sono domande senza risposta. Ma qualcuno le deve pur fare!