EMIGRANTI

Continuando a parlare di massimi sistemi, forse dovremmo fare una rubrica. Vogliamo soffermarci sul meraviglioso titolo di Libero: Dopo la miseria portano le malattie. Ovviamente il giornale si riferisce agli immigrati e al caso della bambina del trentino morta per malaria. Il titolo è interessante da un punto di vista giornalistico perché pare a leggere solo il titolo che queste persone che emigrano e vengono in Italia lo facciano con lo scopo di diffondere miseria e malattia.

Noi proviamo una sorta di invidia per i giornalisti di libero, perché avremmo delle difficoltà enormi a utilizzare la morte tragica di una bimba per creare un allarme sociale, proprio non ne abbiamo il fegato.

Ma quello di Libero è una reazione prevedibile, dettata dalla paura da un lato ma soprattutto i migranti sono un perfetto capro espiatorio per certe politiche tamarre della destra. Esempio: i migranti uccidono ergo pena di morte. I migranti stuprano, tagliamo il pisello. I migranti rubano, pena di morte uguale perché ogni reato commesso da un migrante è punibile solo con pena di morte.

Lo ripetiamo è normale questo, da che mondo è mondo in qualsiasi periodo storico.

Non ci credete?

Abbiamo le prove.

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

Questo è uno estratto della relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione che fece al Congresso degli Stati Uniti nell’Ottobre del 1912. Si parlava di italiani.

Si può dire che è comunque una relazione che può essere influenzata dalla politica contingente del momento, quindi in realtà non eravamo visti in quel modo.

Si come no!

Si suppone che l’Italiano sia un grande criminale. È un grande criminale. L’Italia è prima in Europa con i suoi crimini violenti. (…) Il criminale italiano è una persona tesa, eccitabile, è di temperamento agitato quando è sobrio e ubriaco furioso dopo un paio di bicchieri. Quando è ubriaco arriva lo stiletto. (…) Di regola, i criminali italiani non sono ladri o rapinatori – sono accoltellatori e assassini

Questo è un estratto del New York times del maggio 1909.

Sacco e Vanzetti, non spieghiamo chi sono ogni italiano serio dovrebbe conoscere questi cognomi, furono condannati a morte -sentenza eseguita- nel 1927 per il pregiudizio razzista contro gli italiani.

Abbiamo preso ad esempio gli usa in quanto sono il popolo che era ed è più abituato nella sua storia al fenomeno migratorio, ma i paesi sarebbero tanti da elencare e cosa che molti trascurano, episodi di razzismo anti italiano si verificano ancora oggi in tante parti del mondo.

Il punto però che gli usa nonostante la difficoltà ad accettare gli italiani ha preso tantissimo in positivo dagli italiani stessi: Fiorello La Guardia, Joe Petrosino e tanti tanti altri ancora.

Che vogliamo fare adesso?

L’emigrazione è un fenomeno che accompagna l’uomo dalla notte dei tempi, non si può fermare, si possono fare due cose senza troppe chiacchiere: ucciderli tutti o vivere assieme. Una grande nazione adotta sempre una delle due soluzione, a voi capire quale.


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