Partiamo da un paio di notizie che riguardano il comune di Arienzo.

La prima riguarda la scuola in particolar modo il plesso Crisci per causa di “sorveglianza cautelare” e, come dice il sindaco, visto pure i ritardi dell’asl nell’effettuare i tamponi, prudentemente ha preferito chiudere e attivare la dad.

Ancora, sempre da Arienzo, dal sindaco Guida arriva la notizia della “chiusura” di altri reparti sempre in base alla rimodulazione temporanea dell’ospedale disposta dall’asl.

Quello di cui vogliamo occuparci è sulla modalità con cui i quattro sindaci hanno affrontato questo evidente colpo di mano dell’asl.

Che l’asl abbia fatto una forzatura è evidente. Una chiusura o spostamento di reparti andava concordata nei tempi e nei modi con i sindaci e non con il favore delle tenebre. I sindaci si sono mossi in ordine sparso, ognuno per fatti suoi. Ferrara da San Felice addirittura minaccia di consegnare la propria fascia. Poi i sindaci hanno un incontro con il direttore dell’asl e se ne escono con sorriso a 32 denti dicendo: ma sì va tutto bene e solo un mesetto suvvia suvvia giù le mani dall’ospedale!

Visto come si sono fatti strunziare sulla questione cava non è che siamo proprio a pensiero tranquillo su quest’altra questione.

Il punto che i sindaci dovevano tenere, non era farsi ripetere dal direttore gli impegni presi, ma dovevano stabilire che quella manovra non va fatta in quel modo, che il territorio merita rispetto e cioè che ogni decisione che coinvolge la cittadinanza in un modo così importante va presa assieme. Ci rendiamo conto che i comuni non hanno avuto neanche la comunicazione di quello che stava accadendo, ma lo hanno saputo a cose fatte!?

A nostro avviso bene ha fatto il sindaco di Arienzo a tenere botta e fare la sua manifestazione, cioè dare un segnale di “lotta”. Male ha fatto a non andare all’incontro con gli altri, perché in quell’occasione avrebbe dovuto togliersi la scarpa e sbatterla sulla scrivania del megadirettoregalattico dell’asl Sua Eminenza Ferdinando Russo.

I sindaci invece hanno mostrato di avere il pugno fermo, a loro non la si fa, contro il Tar e il Prefetto, invece di rispettare le loro disposizioni e raccomandazioni, cosa normale in uno Stato serio. Poi però tutti o quasi non hanno reiterato le disposizioni di chiusura nonostante i numeri ancora alti e si sono ridotti a sospendere la mensa scolastica e ancora una volta allineandosi alle disposizioni già prese dal sindaco di Arienzo.

Mo qualcuno dirà che noi siamo a favore del sindaco Peppe Guida, giammai, ma come dice il detto: diamo a Cesare …

Altra cosa che avrebbero dovuto chiedere, e sono ancora a tempo, è un modo nuovo di dare questi dati giornalieri sui positivi, abbiamo già affrontato questo problema. Avere il numero dei positivi e dei guariti non serve assolutamente a niente oggi come oggi. Aveva senso nella prima ondata, quando la terapia intensiva era disposta anche in via precauzionale, non si sapeva nulla di questo virus. Oggi bisogna fare di più. Bisogna sapere di quei positivi quanti sono in terapia intensiva. E’ fondamentale questo dato proprio per capire se certi sacrifici sono giustificati o meno. Prendiamo il dato di San Felice a Cancello che ieri era di 520 positivi.

Ebbene questo dato di 520 non significa nulla!

Se di questo 520 almeno 100 diciamo sono in terapia intensiva allora è un numero grave e importante e bisogna tener conto, ma se sono 20 e allora un momento la situazione non è così grave. Poi è chiaro bisogna fare anche la somma con gli altri comuni.

Almeno l’unico dato di novità nelle comunicazioni dei sindaci in merito ancora una volta viene da Arienzo e cioè con il dato sulle famiglie coinvolte dalla positività. Ma anche questo dato non dice molto sulla situazione reale, sebbene sia utile a fine statistici su come si diffonde il virus in una piccola comunità.

Insomma, ai sindaci chiediamo di non farsi mettere il cappello in testa da nessuno e farsi rispettare.