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Come già detto mesi addietro a San Felice a Cancello quest’anno non si vota.

In verità un piccolo spiraglio c’era in quanto il consiglio dei ministri aveva stabilito il giorno delle elezioni l’ultimo disponibile ovvero l’11 Giugno. Quindi la commissione incaricata dal Prefetto poteva tecnicamente concludere, come è stato, in tempo le sue “indagini”.

Il consiglio dei ministri odierno, durato 7 minuti, ha liquidato la questione mettendo la parola fine alla speranza di elezioni. E’ chiaro, almeno crediamo, che il consiglio dei ministri si sia attenuto ai suggerimenti del Prefetto di Caserta.

Quando si voterà?

Dunque se non commettiamo errori nell’interpretare i testi di legge, nel caso per favore segnalatecelo, la durata dello scioglimento sarà se tutto va bene un anno, se tutto va male diciotti mesi, se tutto va peggio ventiquattro mesi da oggi.

Quindi potrebbe votarsi il prossimo anno tra il 15 aprile e 15 Giugno 2018, ma se il prossimo anno il consiglio dei ministri dovesse decidere che si vota Aprile 2018, allora il tutto va a spostarsi tra il 15 Ottobre e il 15 Dicembre 2018. Come abbiamo detto esiste anche l’ipotesi della primavera del 2019, ma altamente improbabile.

Siamo sicuri sicuri che è un male?

San Felice oltre a questo scioglimento deciso “per accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata” è pure un comune in dissesto finanziario.

Insomma Nagasaki dopo la bomba atomica stava messo meglio se non fosse che si sapeva che bisogna mettere mano e ricostruire tutto da zero. Ma abbiamo l’impressione che a San Felice non si sia ancora capita la gravità della situazione.

L’enorme “vuoto” di voti lasciato da Pasquale De Lucia fa gola a molti, che hanno pensato di poter pescare in quel serbatoio e indossare la fascia tricolore, ma i problemi sono talmente tanti che quella fascia pesa un macigno.

Stavamo assistendo in questi giorni a scene al limite del pietoso, con vecchi politici che stavano scendendo in campo al grido: “Il popolo lo vuole, il popolo mi vuole”.

Questi non hanno capito nulla.

Senza classe dirigente adeguata, non si va da nessuna parte o meglio si va nella parte del fallimento. Chi tiene i voti ma non sa spiaccicare manco una parola in italiano, non ha competenze: scelga uno che sa, uno che tiene un titolo, un tizio di buona volontà e convogli a questi il suo voto, perché altrimenti è dannoso. San Felice ha bisogno di onesti e capaci, entrambi gli aspetti, se manca uno rischia di rimanere al palo come è adesso.

Siamo consapevoli che forse quello che diremo farà un po’ sorridere ma quando Churchill nel 1940 divenne primo ministro, non disse adesso ci sono io mo metto tutto apposto, piglio a calci in culo Hitler dormite su quatto cuscini. No. Disse: Io non ho null’altro da offrirvi se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Pochi sanno, molti lo hanno dimenticato, che Churchill citò le parole di Garibaldi quando nel 1849 i sui 4700 uomini della Repubblica Romana dovettero fronteggiarne 86 mila.

Chi ha il coraggio di dire queste frasi? Chi dirà ai sanfeliciani che l’impegno deve essere di tutti amministratori e amministrati?

Chi sarà il novello Churchill?