
Ci sono storie che nei Comuni italiani non muoiono mai “fanno giri immensi e poi ritornano”. Cambiano i protagonisti, cambiano le sigle, cambiano i giudici. Ma il copione resta sempre lo stesso.
A San Felice a Cancello, una di queste storie si chiama Monte dei Paschi di Siena e vale 1.097.779,02€.
Un debito che viene da lontano
Il Comune di San Felice a Cancello è in dissesto finanziario dal 2016. Da allora, i debiti pregressi sono stati gestiti dalla Commissione Straordinaria di Liquidazione, organismo chiamato proprio a fare i conti – letteralmente – con le scelte del passato.
Tra questi conti, c’è anche quello con Monte dei Paschi di Siena: un credito che la banca rivendica da anni e che ha provato in tutti i modi a incassare:
- prima il TAR, che ha detto “non è affar mio”;
- poi il Tribunale ordinario, che ha risposto più o meno allo stesso modo;
- ora la palla è finita alla Corte dei Conti.
E quando entra in gioco la Corte dei Conti non si discute più solo se il debito esiste, ma chi ne è responsabile e come è stato gestito.
La Commissione se ne va, il Comune resta
C’è un dettaglio non da poco:
la Commissione Straordinaria di Liquidazione ha cessato ufficialmente la propria attività il 16 gennaio 2026. Stesso giorno in cui la Giunta comunale ha approvato la delibera per costituirsi in giudizio.
Una coincidenza solo formale. Nella sostanza, il messaggio è chiaro: da ora in poi, la grana passa interamente al Comune.
Per la difesa, il Comune ha scelto di confermare lo stesso legale che ha seguito i precedenti gradi di giudizio.
Una decisione che viene giustificata con i principi di economicità ed efficacia.
Il nodo politico (che nessuno nomina)
Ufficialmente si parla di tutela dell’Ente.
Ufficiosamente, però, la questione è più scomoda: quando una causa approda alla Corte dei Conti, il rischio non è solo per il bilancio, ma anche per chi, nel passato, ha amministrato.
Perché qui la domanda vera non è solo “chi paga?”, ma:
- chi ha contratto quel debito?
- chi non lo ha gestito?
- e chi ha fatto finta che il problema potesse dissolversi col tempo?
Una storia tutt’altro che chiusa
La Giunta ha fatto il suo atto dovuto. Ora toccherà ai giudici contabili mettere ordine in una vicenda che si trascina da quasi dieci anni.
Una cosa, però, è certa:
quel milione di euro non è un fantasma.
E prima o poi, qualcuno dovrà spiegare ai cittadini come si è arrivati fin qui.
Nu milione… o’ anema do’ priatorio!