
La notizia, se confermata nei termini riportati nelle ultime ore, ha certamente del clamoroso. Anche se, a ben vedere, forse non dovrebbe stupire più di tanto chi da anni segue le vicende della ferrovia e dell’EAV.
Secondo quanto emerso, la Regione Campania ha bloccato i pagamenti all’ex presidente dell’EAV Umberto De Gregorio e, stando alle indiscrezioni, potrebbe arrivare a chiedere anche la restituzione di somme già corrisposte.
Non è nostra intenzione entrare nel merito di una vicenda che dovrà essere chiarita nelle sedi competenti, né anticipare valutazioni che spettano agli organi chiamati ad accertare fatti, responsabilità e legittimità delle somme eventualmente percepite e incarichi ricoperti.
Una cosa, però, possiamo e dobbiamo dirla.
Perché mentre oggi la Regione sembra intenzionata a chiedere conto all’ex vertice dell’EAV, viene spontaneo domandarsi dove fossero, negli anni passati, quegli amministratori locali, sindaci e assessori, ai quali chiedevamo con insistenza di assumere una posizione netta sulla vicenda della ferrovia.
Per anni questo piccolo blog ha chiesto agli amministratori di smettere di limitarsi alle rassicurazioni e di pretendere risposte concrete e financo andare a questi innumerevoli incontri e chiedere le dimissioni dell’allora presidente De Gregorio.
Abbiamo ascoltato più volte parlare di tavoli istituzionali, cronoprogrammi e rassicurazioni. Abbiamo letto dichiarazioni nelle quali si lasciava intendere che la riapertura della linea fosse ormai prossima, che si stesse lavorando concretamente alla soluzione del problema e che il territorio avesse ricevuto precise garanzie. Abbiamo ascoltato sprovedduti amministratori dichiarare che siccome vedevano i treni fare le prove la ferrovia avrebbe aperto. Sindaci dichiarare di stare con il fiato sul collo dell’Eav.
E, nel frattempo, i treni continuavano a non esserci.
Ci ricordiamo anche le immagini e le dichiarazioni legate alla riapertura della stazione di Benevento, celebrata istituzionalmente mentre il servizio ferroviario sulla linea restava, nei fatti, una questione ancora tutta da risolvere.
Eppure, in questi anni, sembrava quasi impossibile pronunciare una frase semplice: “Se non siete in grado di garantire la riapertura della ferrovia, chiediamo conto ai responsabili.”
Noi lo abbiamo fatto!
Abbiamo chiesto pubblicamente agli amministratori di assumere una posizione politica forte. Di andare nei luoghi dove si decideva il futuro della linea e di pretendere risposte precise. Di non accontentarsi delle rassicurazioni di turno, di rappresentare davvero le comunità che li avevano eletti, avere il coraggio di chiedere conto quando gli impegni annunciati non venivano rispettati.
Il problema non è soltanto De Gregorio.
Il problema, dal nostro punto di vista, è anche una classe politica locale troppo spesso supina e mai capace di trovare il coraggio di contestare il potente di turno.
Quando invece sarebbe servito davvero, quel coraggio, non lo abbiamo visto.
Chi rappresentava il nostro territorio quando la ferrovia veniva progressivamente cancellata dalla vita quotidiana dei cittadini?
Noi, nel nostro piccolo, continueremo a ricordarvelo.
Perché non vorremmo che, quando cambiano i rapporti di forza, tutti improvvisamente scoprano problemi che esistevano già da anni.
Adesso che la Regione sembra voler chiedere conto, aspettiamo di vedere cosa accadrà.
Se ci saranno dichiarazioni in merito di sprovveduti sindaci e ancor più sprovveduti assessori su questa vicenda: arrivate fuori tempo massimo
