Volevamo attendere gli atti ufficiali del rendiconto di bilancio approvato un paio di settimane fa dal consiglio comunale di Arienzo per farci due risate.

Attenzione, sia chiaro, che le nostre grasse e grosse risate non sono dovute alla situazione particolare del comune di Arienzo, ma in generale riguarda tutti i comuni suessolani e forse del Sud Italia in particolare.
Infatti, fa molto ridere quando si parla di bilancio e si indica se un comune sia o no in dissesto o con “i conti in ordine”. Invero, a noi sembra che tutti i comuni suessolani agiscano, a prescindere dai conti siano in rossi o meno, come degli enti in dissesto.
Ma infatti chiediamo al nostro Lettore di indicarci un servizio uno solo che esiste in valle di Suessola! Non c’è nulla! A volte sentiamo delle amministrazioni che si vantano di avere le tasse comunali più basse della provincia di Caserta, sarà anche vero, ma se non offri servizi ai cittadini non è che ci vuole Mandrake!
Si dirà che il bilancio è importante in quanto altrimenti in automatico, se non si rispettano dei valori, tutte le tasse vanno ai massimi e quindi le famiglie vanno in difficoltà. Ma di quali tasse parliamo se non c’è nulla!? Ma poi uno dei problemi dei comuni è proprio la riscossione, quindi chi non pagava prima continuerà a non pagare dopo. Al massimo ci sono gli onesti cittadini che dovranno pagare per tutti, come al solito.
Andiamo nel dettaglio di questa fetenzia che è il rendiconto di bilancio di Arienzo.
Nel 2024 il Comune di Arienzo è, ufficialmente e tecnicamente, un ente strutturalmente deficitario. Non è una provocazione, non è un’esagerazione: è scritto nero su bianco nell’allegato l) al Rendiconto e confermato senza indugi dalla Relazione del Revisore dei Conti.
🔍 I numeri non mentono. O forse sì, ma stavolta no.
Su 8 parametri critici, ben 5 risultano deficitari. Bastano 4 per finire nella black list del Testo Unico degli Enti Locali. Eccoli:
- Spese rigide (stipendi, debiti, disavanzi) che superano il 65% delle entrate correnti.
- Incassi delle entrate proprie (Tari, tributi locali) sotto il 18% di quanto previsto.
- Capacità di riscossione complessiva inferiore al 47%.
- Indebitamento alto: sostenibilità dei debiti finanziari sopra la soglia di guardia.
- Disavanzo effettivo a carico dell’esercizio superiore all’1,20%.
Insomma: non solo si spende più di quanto si possa permettere ma non si riesce nemmeno a farsi pagare dai cittadini.
🧾 La pezza dell’“avanzo”
Durante il Consiglio comunale, il Sindaco ha rassicurato tutti: c’è un avanzo di amministrazione di oltre 1,3 milioni di euro. Bene. Però ha omesso un dettaglio non trascurabile: la parte disponibile dell’avanzo è negativa per oltre 11 milioni. Il che è un po’ come dire “ho soldi in banca”, ma intanto ho la carta bloccata, un mutuo, e sto pagando il kebab a rate.
Non a caso il Revisore dei Conti, nella sua relazione, è stato chiarissimo:
“L’Ente è da considerarsi strutturalmente deficitario.”
🎭 Il teatrino del consiglio: tra chi ci crede, chi ci spera e chi fa finta
Il Consigliere Mattia Vigliotti, opposizione vera, ha ricordato che i parametri deficitari erano 3 nel 2020, oggi sono diventati 5. Ha parlato di rischio dissesto, e ha chiesto di tagliare le spese correnti non essenziali. Ma soprattutto, ha denunciato che la macchina amministrativa si è indebolita invece di rafforzarsi.
E qui il Sindaco ha tirato fuori la carta “le feste”: ha spiegato che le manifestazioni sono autofinanziate (più o meno) e che portano turismo. Per carità, bello il concertino in piazza, ma la Tari non si paga con le canzoni.
Poi è intervenuto il Consigliere Cangiano, formalmente in opposizione, ma nella pratica in maggioranza piena (ha anche votato a favore del rendiconto). Ha detto che “il paese è cresciuto”. Già. Peccato che il bilancio, invece, no.
💬 Il punto non è se c’è il dissesto. Il punto è: dove stiamo andando?
Il Sindaco ha ragione su una cosa: non siamo in dissesto. Siamo in piano di riequilibrio. Ma ciò significa che ogni spesa, ogni assunzione, deve passare al vaglio del MEF e della COSFEL. Tradotto: le mani sono legate. Anche se fai finta di ballare.
Se non si inverte la rotta – e in fretta – il rischio è che il Comune finisca in blocco operativo: niente spesa libera, niente progettualità, solo gestione dell’ordinario. E il paradosso è che la festa continua, mentre il Comune rischia di spegnere la luce per non poter pagare la bolletta.
L’amministrazione è ben consapevole del fatto che i cittadini non pagano, lo ha detto il sindaco Giuseppe Guida stesso, ma la soluzione è mettiamo più rate. Ma il punto non è che i cittadini non pagano per l’ammontare dell’importo, non pagano per una questione di impunità, sanno che nessuno contesterà mai.
📌 Conclusione: meno casette, più cassa
La fotografia è questa: un Comune che incassa poco, spende tanto e si aggrappa agli avanzi come fossero salvagenti, dimenticando che molti di quei soldi sono vincolati, accantonati o virtuali.
E allora va bene tutto: le feste, le sagre, il folklore. Ma intanto i parametri tecnici gridano, e il dissesto, se si continua così, non sarà un’ipotesi remota, ma l’unica conclusione logica.