
Seguiamo i giochi olimpici da Los Angeles 1984, sebbene, in maniera distrattissima che eravamo ragazzini, ma da Seoul 1988 in maniera seria e attenta. Ma sempre da telespettatore.
Stavolta a Parigi, vivendoci, abbiamo avuto un angolo di lettura privilegiato. Mai smetteremo di ringraziare il meccanico di Di Battista e la Raggi, all’epoca sindaca, per essersi fatti volontariamente sfuggire questo grandioso evento.
Li vogliamo analizzare i giochi da tre punti di vista: i giochi rispetto alla città, i giochi nel loro complesso e i giochi per la delegazione italiana.
Nel primo caso sono stati parzialmente un successo. Non si sono costruite cattedrali nel deserto, ma si sono utilizzate le strutture che c’erano, alcune rimesse a nuovo come il Gran Palais, e altre adattate alla bisogna come l’Arena Paris che è un centro eposizioni.
Si sono anche costruite delle strutture ad hoc, come l’Aquatics Center in Saint-Denis e il villaggio olimpico sempre in Saint-Denis. Ma sono strutture queste che rimarranno alla cittadinanza. Il primo diventerà piscina comunale, già c’era una di piscina, ma ormai non riesce più a contenere l’alta domanda. Il secondo invece diventeranno case popolari. C’è da dire poi che tutti i lavori già programmati, in particolar modo il potenziamento delle linee della metro, ha subito un’accelerata fortissima tanto che la linea 14 adesso mette in comunicazione la periferia nord della regione parigina con l’aeroporto di Orly, quindi la periferia sud, in qualcosa come meno di un’ora. Prima bisognava mettere in contro un paio d’ore d’auto, traffico permettendo.
Quindi questo potenziale risparmio e investimento sono però stati buttati nella Senna, nel vero senso della parola. Purtroppo il pragmatismo francese ancora una volta ha dovuto soccombere alla voglia di Grandeur, di dimostrare una sorta di superiorità. La Senna come tutti i grandi fiumi europei che tagliano poi città enormi come Parigi sono inquinati e fortemente. Si è voluto far diventare blu ciò che era marrone spendendo tantissimi soldi, si parla di oltre 1 miliardo. Operazione che non ha portato nulla ai parigini, la Senna ritornerà, se mai non lo è stata, inquinata e poi è bastata una giornata di pioggia per rendere tutto il lavoro praticamente inutile, con gare spostate e atleti messi a rischio salute.
In verità, anche il Villaggio Olimpico pare abbia lasciato a desiderare, con letti di cartone, senza aria condizionata e cibo scadente. Infatti, molti che hanno potuto hanno abbandonato la struttura.
Passiamo al secondo punto. Come detto, essendo privilegiati sotto certi aspetti, abbiamo costatato di persona come tutti gli stadi ove siamo andati per goderci gli eventi erano strapieni, nonostante questo le operazioni di controllo sono state ultra rapide e quindi in pratica non abbiamo mai fatto una fila.
Appena si era un po’ spaesati sul dove andare, dove sedersi, i volontari erano subito pronti a dare aiuto. Nelle giornate calde poi sono state anche distribuite bottigliette d’acqua fuori le strutture.
App scaricate sul telefonino che in pratica sono state davvero di aiuto dando le giuste indicazioni su quali mezzi prendere, come arrivare e quando tempo prima. Biglietto elettronico, senza dunque stampare e sprecare carta e inchiostro.
Sicuramente questo un ben fatto dopo le brutte figure delle finale Champions 2022.
Purtroppo anche in questo caso vi sono stati dei forti lati negativi. La cerimonia d’apertura è stata davvero non esaltante. Bella la presenza dei cantanti del calibro di Lady Gaga per esempio e a dir poco meravigliosa Celine Dion cantare con tanto trasporto e passione sulla torre Eiffel. Ma gli atleti i veri protagonisti dei giochi sono stati relegati in un angolino. Fatti passare sulla Senna e poi dimenticati. I capi di Stato pure dimenticati a loro stessi, che poverini, alcuni tengono un’età, si sono dovuti sorbire ettolitri d’acqua senza un minimo di protezione.
Molto meglio la cerimonia di chiusura.
Non ci soffermiamo pure noi, che lo ha fatto il mondo intero, sulla questione delle drag queen, però effettivamente è stata una trasciata che manco al boss delle cerimonie e poi rimane incapibile il senso di Dioniso, se proprio devi scegliere un dio greco da abbinare ai giochi scegli Zeus o Mercurio.
Rivedibile, forse mai, la break dance. In verità non si è capito bene cosa si stava vedendo, magari se le posizioni e gesti venissero codificati meglio, alla stregua di una ginnastica artistica, avrebbe più senso. Comunque non ci sarà a Los Angeles.
Come non ci sarà, al momento esclusa, la boxe. Purtroppo dispiace dirlo troppe polemiche sui giudici, una incapacità della federazione internazionale a far “pulizia” interna. Si pensi che addirittura dopo Rio tutti i giudici della boxe furono deferiti. Mettiamoci pure l’aggiunta del caso dell’atleta algerina e abbiamo fatto bingo. Meglio così.
A proposito si è tanto parlato di questi giochi, dove si è raggiunta la parità di partecipazione degli atleti di sesso maschile e femmine. Noi speriamo dalla prossima si cominci a interrogarsi sul fatto che esistono altre categorie di atleti, trans, intersex, via discorrendo, che meritano il dovuto rispetto, che forse meriterebbero una propria apposita categoria dove concorrere, lì ove possibile.
Riguardo l’Italia, davvero ottima la spedizione, si torna con 40 medaglie e 12 ori. Soprattutto si vince in tante discipline diverse. Non ci dilunghiamo troppo ma siamo davvero felici per Julio Velasco che merita quella medaglia per tutto quello che ha fatto per la pallavolo italiana.
Un pensiero a tutti i quarti posti e agli infortunati, pensiamo a Tamberi e Dell’Aquila, che si sono preparati così tanto e poi per un centesimo, una inezia o un infortunio arrivato al momento sbagliato non hanno potuto giocarsela.
Quello che più ci ha colpito di questi giochi, oltre alla balena che si è fatta vedere saltando durante le gare di surf, sono state la maturità durante le interviste degli atleti. Bravissimi a sottolineare il percorso fatto per arrivare a quella gara, fatto di sacrifici e rinunce. Davvero questi atleti, questi ragazzi sono l’emblema di una parte dell’Italia che è fatta di gente che zitta, muta, lavora e lavora per raggiungere un obiettivo che è il superare se stessi. Poi per carità c’è anche il padre di Bryan.
Mancano 1432 giorni a Los Angeles 2028 e già non vediamo l’ora si ricominci.