Quando si parla di Eurovision Song Contest si pensa sempre ad eccessi sul palco a esibizioni esagerate e soprattutto c’è il falso convincimento che queste esibizioni siano poi necessarie per vincere il contest.

La memoria va facilmente all’esibizione dei finalndesi Lordi vincenti con Hard Rock Hallelujah oppure all’ultima vittoria israeliana con Netta con Toy e nel mezzo l’austriaca Conchita Wurst con Rise like a Phoenix. Indimenticabile e iconica l’esibizione dei Maneskin con Zitti e buoni.

Ma in realtà se si va a guardare i vincitori degli ultimi dieci anni ci si rende contro che sono più le canzoni intimiste e “tranquille” a vincere l’Eurovision. Come ad esempio la bellissima Arcade dell’olandese Duncan Laurence oppure l’altrettanto meravigliosa Heroes dello svedese Mans Zelmerlow. Ma ancor di più quel misto di musica e poesia che fu Amar pelos dois del portoghese Salvador Sobral.

Di certo anche questa edizione di Torino presenterà esibizioni “sopra le righe” come siamo certi sarà quella dell’australiano Sheldon Riley oppure dei georgiani Circus Mircus, o dei lettoni Citi Zeni o dei simpaticissimi moldavi Zdob şi Zdub & Fraţii Advahov o dei misteriosi norvegesi di Subwoolfer.

Una cose è certa: all’Eurovision non ci si annoia!