L’Eurovision nasce da una visione particolare, motivo per cui ci piace molto: far in modo che i popoli si conoscano e si apprezzino tramite la musica.

Dobbiamo dire che è stato così spesso e volentieri, ma purtroppo, ciò non toglie che la politica spesso è entrata a gamba tesa in questo concorso canoro.

Anche nell’edizione di quest’anno erano previsti 41 paesi partecipanti ma l’Armenia, causa guerra, ha preferito rinunciare, la Bielorussia invece è stata “squalificata” in quanto ha presentato un brano troppo politico e filo governativo e quindi i paesi in questa edizione sono 39. Da regolamento non possono presentarsi brani a tema politico.

Anche nel 2009 vi furono problemi legati al testo politico di una canzone, precisamente alla canzone della Georgia We don’t want put in, chiaro riferimento al leader russo Putin, tra l’altro quella edizione si tenne proprio in Russia, il brano fu presentato da Stephane & 3G, fu comunque data possibilità alla Georgia di presentare un nuovo testo, ma vi fu un netto rifiuto e quindi rinunciarono all’esibizione.

Addirittura la vittoria all’Eurovision creò problemi non indifferenti alla carriera di France Gall, cantante francese che vinse l’edizione del 1965 a Napoli, ma in rappresentanza del Lussemburgo. I francesi mai perdonarono del tutto quel “tradimento”.

Manco a dirlo la partecipazione di Israele ha creato non pochi attriti. nel 2018 la cantante isrealiana Netta vinse l’edizione di Lisbona con Toy, una canzone dance femminista, che però venne trasformata da un’ imitatrice olandese, durante uno show, in una forte critica alla politica israeliana e all’apertura dell’ambasciata americana in Gerusalemme, insomma, vi furono proteste enormi, i rapporti tra i due stati finirono al minimo storico.

Ma addirittura nel 1978 all’edizione di Parigi, la televisione giordana che trasmetteva l’evento in diretta oscurò l’esibizione israeliana di Izhar Cohen & Alphabeta sostituendola con immagini di fiori, la cosa “simpatica” e che Israele vinse e la televisione giordana invece disse che a vincere fu il Belgio che in quell’edizione arrivò secondo.

Ovviamente l’edizione successiva si tenne in Israele che vide la mancata partecipazione della Turchia per motivi di contrasto politico.

Per non parlare dell’edizione del 1973, leggenda vuole, ma sembra non sia mai successo, che la cantante Ilanit si sia esibita per motivi precauzionali con un giubbotto antiproiettile, ricordiamo che alle Olimpiadi di Monaco, dell’anno prima, atleti israeliani furono uccisi da un commando palestinese. Mentre, pare sia vero, gli organizzatori chiesero al pubblico di applaudire seduti e non alzarsi alla fine della performance per non allarmare la sicurezza.

Mettiamoci poi il vero e proprio scandalo dell’edizione del 1969 a Madrid, con l’Austria che non partecipa in protesta per il fatto che il concorso si tenga in un paese fascista. Non solo, in quell’edizione vi furono addirittura quattro vincitori: Francia, Olanda, Regno Unito e guarda un po’ Spagna. Si parlò apertamente di combine e per protesta i paesi scandinavi per un po’ non parteciparono.

Anche per l‘Italia vi fu un piccolo problema tra politica ed Eurovision, sebbene tutto interno, infatti nel 1974 Gigliola Cinguetti arrivò seconda, dietro Waterloo degli ABBA, con il brano. ora siccome in quell’anno si teneva pure il referendum sul divorzio, la Rai preferì trasmettere quell’edizione dopo un po’ di settimane dalla diretta per non condizionare il pubblico.

Ovviamente non sempre l’incontro tra politica ed Eurovision è stato negativo. Infatti sempre nel 1974 la canzone del portoghese Paulo de Carvalho E depois do Adeus divenne l’inno della rivoluzione dei garofani. Tutta l’edizione del 1990 a Zagabria fu un inno all‘Unione Europea e alla caduta del muro di Berlino e furono tante le canzoni che ne sottolinearono la portata politica e storica, non a caso vinse l’Italia con la canzone Insieme:1992 di Toto Cutugno.

Visto che stiamo presentando pian pianino le varie canzoni presenti quest’anno all’Eurovision, vi facciamo ascoltare e vedere il video del cantante della Nord MacedoniaVasil – con il brano Here I stand, che ha avuto qualche problema in quanto lui ha la doppia cittadinanza Nordmacedone e Bulgara, nel video, non in questa versione che vi mostriamo, ma in una precedente assolutamente simile a questa in cui si vede Vasil cantare in un museo, era presente una installazione di un’artista Bulgara, ora, alcuni cittadini della Nord Macedonia hanno visto questo fatto come un messaggio subliminale di Vasil nel dire che lui rappresenta la Bulgaria e si sono addirittura raccolte firme per escluderlo, ben 130.000, che sono tanti, di abitanti tutta la Nord Macedonia ne fa 2 milioni. Fortunatamente l’emittente macedone non ha dato peso a queste accuse e quindi vedremo Vasil in semifinale, anche se non pare abbia speranza di andare in finale, ma chi può dirlo!?

MANCANO 3 GIORNI!