Siamo al lunedì e in genere in questo giorno parliamo di massimi sistemi e attendendo la conferenza stampa di Conte per capire cosa ne sarà di questa cosa inutile sebbene dannosa chiamato Movimento 5 Stelle, non possiamo, da appassionati quali siamo, parlare degli Europei e dei prossimi sfidanti degli azzurri: il Belgio.

Ieri è stata una partita tra quella tra Belgio e Portogallo intensa con ambo le parti con la voglia di vincerla ognuna seguendo la propria idea di gioco. Ha colpito molto la prestazione di Hazard (entrambi) e Lukaku.

Il perché il Portogallo abbia perso è questo argomento dei critici calcistici, o forse come ha sostenuto un fuso Adani in telecronaca è perché la Spagna in quello stadio 17 anni fa vinse la Coppa Davis (ha detto proprio così!). Per noi il calcio ed il fatto che lo rende bello da vedere è proprio l‘imprevedibilità del risultato, quando l’arbitro fischia si ha una idea più o meno chiara delle forze in campo che pendono verso una formazione a discapito di un’altra, ma poi al triplice fischio finale non è detto che quel rapporto di forza venga confermato. Lo sa bene L’Olanda prima ancora del Portogallo.

L’Italia sembra abbia raggiunto il massimo del suo potenziale in questo momento e i quarti sono comunque un buon risultato per una formazione distrutta dalla gestione precedente. Certo però ci siamo ed è giusto giocarsela fino in fondo poi se bisognerà prendere l’areo per Roma e non per Londra noi saremo lo stesso contenti di aver ritrovato la Nazionale che fa gioire e disperare, che fa amare. Siamo certi che Mancini sia uno di quegli allenatori che non sia innamorato del “suo gioco”, ma si renda conto che in campo devono scendere i migliori in salute fisica e mentale e speriamo di vedere Chiesa e Pessina galvanizzati dai gol e pure Locatelli che sembra decisamente in palla.

Vedremo venerdì come andrà a finire e come sempre: FORZA AZZURRI!

La canzone che presentiamo è di Claude Barzotti belga poi naturalizzato italiano che negli anni ’80 fieramente pubblicava questa canzone nella quale descrive la sua difficoltà di figlio di immigrati in Belgio ma anche il suo orgoglio di essere italiano, il titolo della canzone “Le Rital” indica proprio il modo dispregiativo cui i belgi, ma anche i francesi, definivano, ma i razzisti lo fanno ancora, i nostri compatrioti immigrati.