
Volevamo evitate di scrivere un articolo sugli Europei dopo l’eliminazione brutta subita e al massimo scrivere della finale. Ma le cose che stiamo leggendo e ascoltando in questi giorni ci costringono a mettere giù due righe.
Capiamo che l’italiano medio ha una memoria storica di un criceto con l’alzheimer, capiamo che tutti sanno tutto e sono tutti allenatori e chi non lo è gli basta fare una ricerca di cinque minuti su Google per esserlo. Va bene che parliamo di uno sport, il calcio, nazional-popolare e quindi giù le analisi socio-antropologico-culturali su ogni partita e torneo. Ma diciamo anche basta!
Non si capisce perché lo si vuole dal calcio. Tutto. Sempre. Si va a fare i mondiali in Qatar? Eh ma la condizione femminile, eh ma i diritti umani, eh ma i lavoratori schiavizzati e morti per costruire questo e quello. La Formula 1, il tennis, giusto per fare degli esempi, ci vanno tutti gli anni a fare i tornei in Qatar e chissà perché tutta sta storia non la tira fuori nessuno.
Il razzismo? eh ma i giocatori devono inginocchiarsi, eh ma un tema importante. Non si capisce perché nei tornei di Basket, Pallavolo, Pallamano no, non si richiede tale comportamento.
Eh la Nazionale ha perso, eh ma che vuoi è lo specchio del Paese. Che poi non si capisce perché solo quando perde è lo specchio del Paese e non si capisce perché il calcio soltanto. Ci sono tantissimi sport in cui l’Italia brilla e fa benissimo.
Secondo noi, brevemente, il vero speccio del Paese è il Rugby. Quante mazzate nel Sei Nazioni da quando siamo entrati e ci sono poi italiani che chiedevano di uscirne, andare via e basta co ste figure di merda e c’erano altri italiani che nono solo pigliavano mazzate, ma pure sotto a lavorare e all’ultimo torneo abbiamo vinto due partite su cinque e se non fosse stato per un palo incredibile erano ben tre le vittorie. Parlando dunque di Specchi del Paese: c’è una Italia piagnona attaccata alla zizza statale, dacci oggi il nostro pane quotidiano che non ci va di guadagnarcelo, e c’è una Italia che sgobba, lavora, si applica e vince.
Ah poi questi 60 milioni di allenatori hanno già la ricetta per vincere. Bisogna ritornare a giocare a pallone per strada. Magari si potrebbe invece migliorare e finalmente creare sport a livello scolastico degno di questo nome, con le scuole aperte anche di pomeriggio dove poter praticare sport, organizzare tornei scolastici per esempio, la buttiamo lì. Che poi non è che si fa tanta scherma per strada, tranne a Carnevale, eppure siamo bravini.
Eh ma ci sono troppi stranieri in Serie A. Sì è vero, ma come pure negli altri campionati esteri però. Un falso problema. Semmai il problema sono le troppe partite e bisognerebbe avere il coraggio di fare un campionato a 18 se non 16 squadre.
Che poi allora bisognerebbe spiegare come mai le varie Under in questo periodo storico vanno benissimo.
La realtà è che la Nazionale nei tornei mondiali ed europei è capitato di uscire e di uscire malissimo.
Ma facciamo magari che lo specchio del Paese sia la scuola, intesa come edificio proprio, facciamo che lo specchio del Paese è l’informazione e la sua mercificazione magari.
Possiamo lasciare lo sport e il calcio in particolare a livello delle passione e magari lo spogliamo di respondabilità che non ha, non ha mai avuto e non è giusto che abbia!?
Cresciamo come tifosi e come italiani, sarebbe pure ora.
