
Pariamo dall‘analisi nazionale, poi in un altro articolo ci concentreremo su quella locale.
Una premessa è necessaria in quanto abbiamo molto seguito in maniera distratta queste elezioni in quanto si sono ridotte, almeno al livello italiano, in un referendum sul se esiste ancora il fascimo. Due coglioni grossi quanto una casa.
Problematiche europee o problematiche italiane in ottica europea non pervenuta. Si è votato sul nulla. Come oramai succede da una decina d’anni. Zero argomenti, solo voti nemmeno sul politico ma bensi’ sul personaggio politico e quindi per mesi siamo stati ostaggio delle scemenze alla Vannacci.
Quando i partiti politici inizieranno a selezionare la classe dirigente in manier seria e quando l’informazione snobberà i clown per scegliere la discussione politica vera faremo un grande passo avanti a livello democratico.
Una premessa importante. Le elezioni europee sempre più vengono percepite importanti in quanto comunque le decisioni in quel Parlamento impattano sulla vita di aziende e cittadini e infatti sono anche foriere di conseguenze. Basti veder in Francia come Macron si è sentito costretto a scioglier il parlmaento proprio a casua del risultato europeo.
In questa analisi non ci faremo prendere dalla facili discussioni, ma fuorivianti delle percentuali, ma andremo a “pesare” i voti veri e reali.
Perché se ci mettiamo a vedere le percentuali sembra che abbiano tutti avuto un buon risultato, tipo il Partito Democratico, ma non è cosi. I voti reali dicono altro. Chiaramente non consideriamo i partiti fravaglia, ma solo quelli che hanno superato il 5%.
Fratelli d’Italia è il vero vincitore di queste elezioni. Un partito che ha responsabilità di governo da oramai quasi due anni e tiene benssimo. Infatti, se oggi ha 6.682.452 voti ha quintuplicato quasi il risultato del 2019 alle europee e rispetto alle pôlitica vede un -618.851, ma teniamo conto che parliamo di un partito, come detto di governo pieno, antieuropeista quindi un dato che va letto come tenuta e non come perdita di voti.
Il Partito Democratico, che esulta per aver superato la soglia psicologica del 20% farebbe meglio a far bene i conti. Il risultato di queste europee di 5.583.829 voti, è meno bello di cinque anni fa quando supero’ i 6 milioni di voti! Rispetto poi alle politiche del 2022 abbiamo appena un +235.153, ma teniamo presente che è una forza europeista che non è poi riuscita a mobilitare l’elettorato più di tanto, quindi quantomeno possiamo dire che è stabile.
Se FdI è il vero vincitore, il vero sconfitto è il M5s e per quanto ci riguarda una ottima notizia. il M5s piglia 2.318.060 voti, rispetto alle europee scorse ne perde oltre i 2 milioni di voti. se pôi vediamo le politiche -2.017.434 una emorraggia.
Forza Italia pure esulta per aver superato la Lega nella sfida interna alla coalizione. Ma più che aumentare i voti e il competitor che li perde, c’è poco da stare allegri. FI infatti prende 2.234.955 voti, cinque anni fa prese 2.344.465, alle politiche 2.279.266, siamo li’, né più, né meno.
Altro sconfitto la Lega. 5 anni fa Salvini dopo il successo indiscusso alle europee iniziava a vaneggiare di peini poteri, all’epoca furono ben 9.153.638 voti, oggi è a 2.092.440 che sono pure circa un 400.000 voti in meno rispetto alle politiche.
In ultimo la lista di Alleanza Verdi-Sinistra che raccoglie un 1.563.442 voti a fronte di un 1.021.808 alle politiche, lista che non era presente nel 2019.
Almeno cosi’ la vediamo noi e in genere la vediamo giusta.