
Di elezioni regionali non ne parliamo – e non per snobismo. Semplicemente perché continuiamo a pensare che non andare a votare, oggi, sia un atto politico più forte del voto stesso.
Non è alzare bandiera bianca, non è menefreghismo, non è il solito “sono tutti uguali”.
È l’esatto contrario.
Il ragionamento è semplice:
se in Valle di Suessola va a votare il 70% degli aventi diritto, poi quando ti piazzano una cava sulla testa, o quando ti chiudono la ferrovia costringendoti a respirare PM10 a colazione, pranzo e cena ti stai zitto. Perché?
Perché tu quel sistema lo hai legittimato. Hai messo la firma sotto.
Ma se al voto ci va meno del 40%… beh, cambia tutto.
Perché a quel punto la Regione non rappresenta nessuno. È un’entità giuridica appesa, senza consenso.
E allora il cittadino ha tutto il diritto – sempre in modo civile, sia chiaro – di opporsi a provvedimenti che devastano il territorio.
Non è anarchia: è autodifesa.
Detto questo, siccome ci piace soffrire, stiamo comunque seguendo i candidati suessolani.
Lo ammettiamo: tra errori di marketing politico da far tremare i polsi e qualche intuizione decente (sì, succede anche il miracolo), c’è materiale.
Quello che però resta assurdo, e non troviamo un termine più elegante, è che nessuno – sottolienamo nessuno – parli davvero del territorio. Sempre generico, sempre fumoso.
Ma programmatico, zero.
Prendiamo la ferrovia: chiusa da dieci anni.
Possibile che nessuno senta il bisogno di dire due parole chiare?
Non le solite promesse da campagna elettorale o le immancabili “interrogazioni fatte”.
Ci aspetteremmo un’altra cosa: che ognuno di questi illustri candidati dicesse apertamente che, eletto o non eletto, farà di tutto per portare alle dimissioni il presidente EAV De Gregorio.
Punto.
Non “riapriremo la linea” – che non è nemmeno nella loro competenza – ma almeno pretendere responsabilità.
Invece niente.
Candidati che chiedono un voto “territoriale”, ma che del territorio non parlano.
E questo, permetteteci, è un altro validissimo motivo per non votare.
Perché la Valle di Suessola non è una colonia dei napoletani.
Ce l’hanno già dimostrato togliendoci l’acqua potabile (ciao Santa Maria a Vico!) e la ferrovia, con relativo aumento di polveri sottili e incidenza tumorale.
Dateci l’acqua.
Togliete le cave.
Ridateci il treno.
E forse – ma proprio forse – potremo pure parlare di elezioni regionali.
Fino ad allora, ricordiamolo: le Regioni sono un cancro istituzionale.
E non siamo noi a scoprirlo oggi.