
Domenica e lunedì si sono svolte le elezioni regionali in due importanti regioni italiani quali Lazio e Lombardia.
Entrambe le regioni vengono “vinte” dal centro-destra che in certo qual senso conferma che la luna di miele con gli italiani perdura.
Non entriamo proprio nel merito delle singole regioni, non vogliamo parlare di questo, ma giusto una piccola premessa: ma come cavolo si può votare un tizio come Fontana a presidente di regione?
Qua non si tratta di avere del pelo sullo stomaco ma proprio una pelliccia intera! Un presidente che ha più indagini addosso che voti. Uno dei peggiori esseri della politica italiana. Male ha fatto il centro-destra a ricandidarlo confermando che non si riesce a prescindere in fase elettorale dalla “persona” e le idiologie hanno sempre meno senso.
Ecco fatta questa doverosa premessa. Passiamo a ciò che ci vogliamo occupare.
Il dato è chiaro: gli italiani non vogliono le regioni!
Non si può parlare di astensionismo, questo lo si può avere quanto va a votare il 60/70% degli aventi diritto, ma qua parliamo che si è presentato alle urne il 30% e non in una sola regione, ma entrambe! Non è astensionismo è una fuga vera e propria. Il messaggio è chiaro!
Quindi cosa ha vinto il centro-destra? Ha avuto cosa? Il 50% del 30%, e si è contenti per questo!? Chi rappresentano i neo presidenti e il consiglio regionale? Amici e parenti?
Purtroppo in Italia si parla per quanto riguarda le riforme sul presidenzialismo, che per carità ci può pure stare, ma qui bisogna mettere mano o alla Costituzione nel suo insieme o subito al titolo V che sembra scritto da un bimbo delle elementari con problemi di bipolarismo.
Purtroppo ci si è bevuti la storiella che bisognava eliminare le provincie in quanto fonte di spreco, una lettura istituzionale messa in campo da quegli inutili scappati di casa del Movimento 5 Stelle. Ma come? Ci sono due enti intermedi tra i comuni e Stato e chi vai a togliere? Quello più vicino ai cittadini!? Brillante!
Bisogna pure smetterla una buona volta di pensare alle elezioni come una sorta di competizione calcistica con schieramenti politici che sembrano squadre di calcio e attivisti se non proprio semplici elettori che sembrano tifosi.
Qua è la situazione drammatica che dovrebbe portare immediatamente le forze parlamentari a correre ai ripari e pensare a un nuovo assetto statale che lo si cerca di tanto tempo.
Hanno perso tutti nessuno può essere contento. Il sistema politico istituzionale già da tempo fa acqua, ma qua si rischia che la nave affondi senza possibilità di recupero.
RISPETTO CHI FA FATICA A RAGIONARE… NON E’ COLPA SUA