
Sono state presentate due mozioni ai Consigli comunali dei Comuni della Valle di Suessola.
La prima riguarda il riconoscimento dello Stato di Palestina. I proponenti sono:
- Flora Biondillo – Sinistra Italiana
- Giulio Morgillo – Partito Democratico
- Hassane Assi – World Lebanese Cultural Union
- Carmela De Lucia – Associazione Libera
- Agostino Morgillo – ANPI
- Francesco Crisci – CGIL
- Vittoria De Lucia – PCRF
Lo Stato di Palestina è attualmente riconosciuto da 147 paesi nel mondo. Recentemente anche Canada, Irlanda, Norvegia, Francia e Spagna hanno annunciato l’intenzione di procedere in tal senso. Il fronte internazionale a favore del riconoscimento si sta dunque ampliando.
In Italia, invece, il governo Meloni non sembra intenzionato a muoversi in quella direzione. Tuttavia, singoli Consigli comunali – attraverso un voto simbolico – hanno deciso di riconoscere lo Stato palestinese, in segno di solidarietà politica.
La seconda mozione riguarda il salario minimo. I firmatari sono:
- Flora Biondillo – Sinistra Italiana
- Giulio Morgillo – Partito Democratico
- Francesco Crisci – CGIL
La richiesta riguarda l’approvazione di una mozione per garantire condizioni di lavoro dignitose, con particolare attenzione ai dipendenti comunali e a quelli impiegati nei servizi esternalizzati.
Ma possono essere discusse?
Qui sorge il nodo. Entrambe le mozioni sono state presentate da partiti e associazioni non rappresentate nei Consigli comunali. Di conseguenza, non hanno valore formale finché un consigliere comunale non le fa proprie e ne chiede l’inserimento all’ordine del giorno.
La seconda mozione, inoltre, presenta un piccolo inciampo: non è stato eliminato un vecchio riferimento al Comune di Casavatore.
Una questione politica (e simbolica)
Sarà interessante vedere se saranno comunque discusse così come sono, ma dubitiamo, o se qualcuno, tra i consiglieri eletti, vorrà accogliere e rilanciare queste due proposte, cosa che auspichiamo. In ogni caso, si tratta di due temi importanti – il riconoscimento internazionale e il lavoro dignitoso – che meriterebbero una discussione e un voto, in ogni sede istituzionale, grande o piccola che sia.