Oramai pare che la festività di Halloween sia sbarcata joy-weenda oltreoceano nella nostra penisola da qualche anno, non mancano negozi che cambiano le vetrine a tema, oppure pub che organizzano serate mascherate. Anche la scuola invero si è “sottomessa” a questa moda festaiola.

Decisamente in controtendenza invece quest’anno è stata la scuola dell’infanzia paritaria Baby House di Chiara Basilicata sita alla via Nazionale in Arienzo. Questa scuola sebbene anche negli passati ha “festeggiato” Halloween ha deciso di cambiare rotta. Infatti i bambini stavolta non si sono mascherati con improbabili costumi da vampiri, zombie, clown assassini, streghe … ma invece hanno festeggiato la gioia della vigilia di Ognissanti con una esplosione di colori, nel vero senso della parola, non a caso ieri tutti avevano la faccia colorata, compresi gli educatori. Si è passati da Holloween a JOY WEEN con l’intenzione di ripetere tale festa il 31 Ottobre di ogni anno.

Potrebbe essere proprio il senso della gioia respirata e praticata alla Baby House con il Joy ween un segno distintivo culturale tra il modo di festeggiare la vigilia di Ognissanti in Italia meridionale e gli USA.

Halloween infatti è una festività che nelle sue origini americane voleva essere un modo per esorcizzare la morte o meglio la paura della stessa. Non a caso è una festività di derivazione celtica, il 31 Ottobre i celti irlandesi festeggiavano il nuovo anno simbolicamente rappresentato con il passaggio dall’estate o del periodo agricolo produttivo all’inverno al riposo della terra e dell’attività nei campi.

La vigilia di Ognissanti invece si contrappone proprio alle tenebre, al buio, ai mostri, è invece simbolo di luce e di speranza quella appunto della morte sconfitta dalla luce del Cristo, cui i santi sono un esempio della misericordia divina.

“Le nuove generazioni -afferma Chiara Basilicata- hanno bisogno di una cultura nuova, alternativa e concorrente, che sostituisca il rumore di certi fenomeni di massa.”

Questo è stato l’intento encomiabile della Baby House: piuttosto che sovrascrivere alle nostre tradizioni pratiche, che derivano dal paganesimo d’oltreoceano, si è voluto risvegliare la tradizione nostrana fatta di memoria e di senso di gioia per i santi che sono in comunione con Dio com’è credenza dei cristiani cattolici.

A dirla tutta invero anche le chiese cristiane- in particolare quelle americane- hanno remore nei confronti di questa festività, gli evangelici americani parlano senza troppi peli sulla lingua di una festività a carattere satanico.

Ma Joy ween non è soltanto “difesa” della tradizione cristiano-cattolico o una contrapposizione a festa pagana. Va oltre. Non sappiamo quanto consapevolmente questa festa rispecchi l’idea del libro “L’infanzia non è un gioco” del neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni che usa parole molto critiche nei confronti di Halloween o meglio degli adulti che utilizzano i bambini per esorcizzare le loro di paure. Ne prendiamo un passaggio: Solo le forze oscure con cui flirta questa festa, gli immaginari primitivi e pagani che le fanno da sfondo rende possibile sospendere la regola aurea “bimbi=innocenti”: ai bambini si chiede di uscire ed essere cattivi, come piccoli untori a esorcizzare il fantasma del bambino “naturalmente malvagio”.

Alla Baby House per quello che abbiamo capito il bambino fa il bambino e l’adulto fa l’adulto, il primo fa quello per cui è naturalmente portato: cresce, impara, si meraviglia, gioca, piange, scopre il mondo; il secondo: aiuta, insegna, guarda il mondo con occhi nuovi, gioca, sostiene, indirizza.

Con queste premesse meglio un JOY WEEN che un Halloween.


 

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