Parliamo del consultorio di San Marco Trotti che da questo blog abbiamo trascurato attendendo gli eventi.

Abbiamo quindi assistito ai quattro sindaci firmare le varie petizioni per salvarlo, cosa che ci ha lasciato perplessi visto che i sindaci essendo tali possono fare qualcosina in più che non mettere una firmetta, fosse solo prende un telefono e smuovere dalla seggiola chi di dovere, visto che poi che alcuni, se non tutti, vantano queste relazioni importanti eppure la cava a Durazzano si deve fare, oppure l’ospedale di San Felice a Cancello si deve mortificare oppure il consultorio di San Marco lo si deve chiudere.

Non capiamo se questi contatti siano reali e se lo sono se siano sinceri e se soprattutto quando si parla se ci si capisca.

Apprendiamo che in questo periodo fatto di incontri, convegni, interrogazioni regionali e tante chiacchiere, arriva anche il supporto del Vescovo di Acerra Mons. Di Donna. Con tutto il rispetto per Sua Eccellenza che certamente è voce autorevole, ma mai ci è capitato di vedere una istituzione ecclesiastica così attenta alle cose temporali, pure un poco troppo.

I sindaci della Valle di Suessola hanno bisogno del sostegno episcopale? Non sono in grado da soli di risolverla questa cosa in qualche modo? Non sappiamo quanto abbia senso a questo punto eleggere donne e uomini per rappresentarci quando basta una nomina dal Vaticano a quanto pare.

Ancora una volta quel tanto agognato progetto della Unione dei Comuni della Valle di Suessola è ancora qualcosa di embrionale se non abortito. Sarebbe stato mai come in questo momento utilissimo alla causa dei cittadini.

Noi lo diciamo, non abbiamo seguito e non seguiremo questa vicenda passo-passo tanto lo sappiamo come va a finire, come disse il Poeta:

si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità.