Il principe di Cervino Giovanni De Lucia dalla alto della sua magnanimità e onnipotenza ha deciso di rispondere ad un sito on line casertano riguardo la figuraccia fatta ieri dalla sua maggioranza, il prode De Lucia ha provato a metterci una pezza ma come dimostreremo si rivelerà peggio del buco.

 

Noi abbiamo accusato il sindaco e segretario di aver avuto un atteggiamento al limite della scostumatezza istituzionale presentandosi alle 11:15 e facendo l’appello alle 11:30 quando l’inizio seduta era previsto per le 10:30! La giustificazione che il sindaco ha rilasciato è che in base alla delibera n°98 del 30 Novembre 2000 si impone al presidente del consiglio -alias il sindaco- di attendere un’ora prima di dichiarare sciolta la seduta.

Noi dobbiamo ammetterlo non sappiamo quali siano le regole del Principato di Cervino retto da questa monarchia illuminata, ma conosciamo il regolamento del consiglio comunale di Cervino. La delibera richiamata è appunto un nome complesso per dire “regolamento del consiglio comunale”, l’art.34 che il sindaco De Lucia non conosce, al secondo comma stabilisce che “L’adunanza si tiene all’ora fissata nell’avviso di convocazione …” ci sta poco da fare se era alle 10:30 si doveva cominciare a quell’ora e non altra. Il comma 3 è illuminante: “Nel caso in cui trascorsa un’ora da quella fissata nell’avviso di convocazione ed eseguito l’appello sia constata la mancanza del numero dei Consiglieri necessari per validamente deliberare, il Presidente ne fa prendere atto a verbale e dichiara deserta l’adunanza”.

Ricapitoliamo: si doveva cominciare alle 10:30 il segretario avrebbe dovuto fare l’appello, costatata la mancanza del numero legale avrebbe dovuto il Presidente attendere un’ora rifare l’appello e solo in quel momento sciogliere l’assemblea per mancanza di numero legale.

Attenzione importante: non è neanche così! Il comma 3 parla di numero di “Consiglieri necessari per validamente deliberare”, ieri all’ordine del giorno non c’era alcuna deliberazione, alcun voto era una semplice -evidentemente no- interrogazione.

Insomma amministrativamente è stato concepito un obbrobrio con mancanza di rispetto per i consiglieri presenti, che anch’essi rappresentano il popolo, certo De Lucia rappresenta il divino quindi infondo ha sempre ragione.

L’obbrobrio è pure politico, la maggioranza e il sindaco sono scappati da una risposta. Certo il tempo in più potrà loro aiutarli nell’articolare una buona risposta soddisfacente, per carità i miracoli esistono, ma al momento la situazione politica è questa.

Passiamo al meraviglioso mondo all’incontrario che è il Principato di Cervino. De Lucia dichiara una lesa maestà compiuta dall’opposizione, affermando che il consiglio comunale straordinario fissato per metà Agosto era una provocazione e la maggioranza ha risposto in identico modo provocando non presentandosi. Ora, non ce ne voglia il nostro, ma invero è lui stesso che decide la data. L’unico paletto è che ha 20 giorni di tempo dalla richiesta -il 29 luglio- quindi poteva benissimo convocare il consiglio per il 1° Agosto per esempio, in parole povere De Lucia si è provocato da solo! Nel Principato di Cervino quindi uno decide una data che più gli è congeniale e poi accusa gli altri di provocare. Vorremmo dare spiegazioni migliori al nostro lettore ma non comprendiamo bene gli usi e costumi del principato.

Poi meraviglie delle meraviglie: “Abbiamo ritenuto la discussione su Acanfora non urgente.” Che cosa? come come? Sta scherzando il Principe? Le discussioni non sono regali che la monarchia fa al popolo, ma sono necessarie per la democrazia. L’opposizione ha presentato secondo regolamento una richiesta, la richiesta è stata accolta punto e basta doveva rispondere e non fuggire o almeno ritirarsi con eleganza. Nella strategia militare il ritiro in buon ordine in un certo momento della battaglia può essere preludio per una vittoria successiva, qui siamo alla rotta completa. Ma poi il sindaco non sa che esiste il consiglio comunale urgente, questo infatti non lo era. Vabbè dimentichiamo che Cervino è stato a sé.

Invero anche le opposizioni non conoscono il regolamento, infatti il prode De Lucia avrebbe la possibilità di far cadere come un castello di carte questo consiglio straordinario e non rispondere, ma non vogliamo aiutarlo, si cerchi l’articolo e il comma come abbiamo fatto noi. Anche se il fatto che il consiglio è stato comunque convocato forse sana il vulnus, ma non siamo certo principi del foro noi.


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