


Siamo in debito con il nostro lettore di una opinione in merito allo “scontro” Di Nuzzo-Vinciguerra.
Il primo in pratica ha mosso queste accuse al sindaco e all’amministrazione tutta:
- consigli comunali che si tengono al mattino
- mutuo contratto per 100.000€ per l’efficientamento energetico dello stadio comunale
- 80% gare d’appalto a ditte “di fuori” Cervino
- Riconoscere il lavoro delle amministrazioni precedenti
La risposta del sindaco Vinciguerra in breve:
- per i consigli comunali la legge tutela i consiglieri comunali che lavorano in imprese pubbliche e private per esercitare il proprio mandato pienamente.
- Il bando Sport e Periferie prevede una compartecipazione comunale, altrimenti si sarebbero persi pure i soldi che il ministero aveva messo a disposizione.
- per quanto riguarda le gare esiste la legge che le regola e gli uffici amministrativi che predispongono e regolano, con l’amministrazione che da l’indirizzo.
- Riguardo il merito, su alcune opere, delle passate amministrazioni, il sindaco ha negato tale merito.
Da questo partiamo con le nostre considerazioni.
Partiamo dal primo punto. Effettivamente come afferma il sindaco, un consigliere comunale ha tutto il diritto di partecipare ai consigli comunali in quanto rappresentante del popolo sovrano e quindi può chiedere tutti i permessi al lavoro del caso e l’imprenditore, il titolare, quello che è, non può metterci parola.
E’ anche vero che il consigliere lamenta il fatto che i consigli mattutini impediscono al popolo stesso di seguire i consigli comunali per ovvie ragioni.
Ma su questa sacrosanta richiesta è anche vero che esiste lo streaming, quindi si può sempre seguire il consiglio comunale quando si vuole e comodamente, inoltre, proprio lo streaming sul canale Youtube consente di avere una sorta di archivio storico, quindi si possono consultare anche i consigli quelli del passato. Massimo esempio di trasparenza. E poi diciamola tutta, l’aula consiliare è davvero angusta e non consente un’ampia e agevole partecipazione popolare.
Sulla questione approvvigionamento energetico del Centro sportivo comunale, In verità qui da un lato bisogna dare merito all’amministrazione precedente di aver individuato il bando e partecipato, però vero che si è rischiato grosso non prevedendo la compartecipazione comunale di ben 100.000€ che in un comune in difficoltà non è che ha proprio lì pronti. Quindi sì diamo merito all’amministrazione uscente di aver messo in moto la cosa, ma all’amministrazione di oggi di averla chiusa.
Sulla questione “gara” notiamo una forte fallacia del consigliere comunale. Innanzitutto si parla di un 20% delle gare di appalto che viene – a detta del consigliere stesso- vinta da ditte di Cervino. Che è un dato enorme.
Il consigliere parla, facciamo attenzione su questo, degli appalti di gara, si concentra lì la critica, non sono prese in considerazione le “chiamate dirette” che fanno i dirigenti in determinati casi in cui è possibile evitare la gara.
Ora, la gara ha dei requisiti di legge cui bisogna osservare, certo esistono i capitolati d’appalto, ma non si può assolutamente inserire una formula del tipo: “a questa gara possono partecipare solo ditte di Cervino”. Sarebbe una discriminazione e violerebbe la concorrenza, oltre al fatto che un amministrazione che facesse questo sarebbe in conflitto di interesse.
Certo, in determinati casi si potrebbe inserire una “discriminante” territoriale, come ad esempio, una classica, riguarda la mensa scolastica, cioè quella di una distanza minima tra il punto in cui si prepara il pasto e la mensa, in cui però viene dato un punteggio che poi fa somma con altri requisiti.
Ma non sempre si può inserire questa discriminante.
Sarebbe interessante sapere nei vari bandi di gara licenziati, quante ditte di Cervino effettivamente si siano presentate. Perché per vincerle le gare, bisogna parteciparvi.
Il consigliere subodora una sorta di conflitto di interesse, per non dire altro, dell’amministrazione quando scrive “guarda caso” vince una ditta di Afragola, una di Roma, Bucciano … Manco si fosse detto Casal di Principe, con tutto il rispetto per i cittadini di quel martoriato comune.
Ma se il consigliere ha un dubbio di regolarità, deve, in base al suo ruolo di controllo, subito non solo parlarne in consiglio comunale e chiedere spiegazioni, ma poi immediatamente, se non soddisfatto della risposta, coinvolgere la magistratura!
Ma al momento, non ci pare che sia mai stato sollevato un tale problema.
Bisogna dire con chiarezza che un’amministrazione comunale ha “solo” l’indirizzo, mentre i dirigenti, gli uffici hanno il dovere di rendere quell’indirizzo reale.
Facciamo un esempio. L’amministrazione comunale ritiene che è necessario si costruisca una strada in una determinata zona. Questo è l’indirizzo politico. Saranno poi gli uffici a rendere reale, attraverso un bando di gara per esempio, quella strada. Ovviamente abbiamo sintetizzato molto, ma il succo è questo.
Quindi non si può fare, come uno sprovveduto consigliere di una maggioranza fece, di un comune non diciamo dove, non Cervino comunque, ma fatto reale questo, il quale appena ricevuta la delega si presentò con un foglietto negli uffici comunali dicendo ai dirigenti: “da oggi lavorano solo le ditte che stanno scritte qui”.
Certo un’amministrazione può e deve ascoltare gli imprenditori locali, le loro esigenze, problematiche e cercare di far in modo che siano soddisfatte per rendere quelle aziende competitive ancor di più sul mercato, ma mai e poi mai può condizionare direttamente o indirettamente un esito di gara facendo lavorare le ditte locali a scapito di altre più competitive.
Diciamo che questo comunicato e relativa risposta rientra in una normale dialettica opposizione-maggioranza, che sarebbe però auspicabile vedere in consiglio comunale, dove molto spesso, si è o assenti o silenti, o le rare volte si è cercato di argomentare lo si è fatto in modo confusionario e senza un particolare costrutto.
Auspichiamo dunque una opposizione più combattiva, che è il sale della democrazia, che pungoli la maggioranza, ma con documenti, con dialettica e certezza, non con i “che strano”, “nun me scenne”, “ma perché non si è fatto così, invece di colì”. Insomma vorremo vedere finalmente una vera opposizione.