
Chi ci conosce sa che amiamo dire “pane al pane e vino al vino”.
Il titolo che abbiamo scelto è indicativo della difficoltà economica dell’ente.
Infatti quest’anno l’amministrazione comunale ha deciso di non mettere un euro per la refezione scolastica per gli anni 2018 e 2019, svolgendo sì la gara ma poi il costo sarà addebitato per il 100% alle famiglie.
Con assoluta chiarezza dobbiamo dire è così scritto nella delibera n°74 del 28.09.2017: “gli attuali equilibri di bilancio non consentono al comune di Cervino l’assunzione di alcuna spesa non essenziale a carico del bilancio comunale …”
Effettivamente la refezione scolastica non è un servizio considerato essenziale ma è a domanda individuale.
Però è successo che “numerose famiglie” non sappiamo esattamente quante, hanno dichiarato che si accolleranno il 100% del costo giornaliero del servizio mensa.
Solo che al momento la gara non è stata ancora espletata per quel che abbiamo capito..
Una cosa assurda proprio.
Quindi queste famiglie hanno dichiarato che pagavano tutto senza sapere quanto è il prezzo!
Ma quanti Paperon de Paperoni ci sono a Cervino?
Abbiamo fatto due conti. Ovviamente prendete con le molle quello che stiamo per dire, ma non pensiamo di essere lontanissimi dalla realtà.
Dunque in base alla delibera n°86 del 28.10.2016 questi erano i conti che venivano fatti per le tariffe 2017.
- utenti previsti 150
- previsione spesa €73.342,50 iva inclusa
- copertura 65% €47.397,00 (ciò che pagano le famiglie, il comune ci mette la differenza)
- spesa pro capite del pasto €2,50
- giorni di servizio 127
tutto questo portava a un costo ticket di €55,00 per 22 tagliandi.
Bene costatando ora che il comune non ha circa 26.000€ per la sua parte, potrebbe succedere questo:
- utenti previsti 150
- previsione spesa €73.342,50 iva inclusa
- copertura 100% €73.342,50
- spesa pro capite del pasto €3,85
- giorni di servizio 127
A questo punto le famiglie si troveranno a pagare, per un ticket di 22 tagliandi, €84,70!
Ovviamente fermo restando che i parametri siano confermati. Quindi le cose potrebbero migliorare come peggiorare ma certamente le famiglie è meglio che si scordino di pagare i €55,00 che comunque era già di per sé molto alto.
Però adesso vogliamo dire, ma a prescindere dal fatto il comune ha o no i soldi, ma non ci si può lavare le mani da questo servizio sebbene non essenziale. Noi speriamo che il comune almeno faccia la sua parte per le famiglie monoreddito, per quelle che hanno disabili, per chi ha più di un figlio iscritto alla scuola dell’obbligo, e altre situazione analoghe.
Perché se è vero come detto più volte che il servizio mensa non è essenziale, l’aiuto alle famiglie che devono iscrivere i figli a scuola lo è, da un punto di vista, se non giuridico, morale. Altrimenti ci chiediamo a che serva un ente comune che dovrebbe essere quello più vicino ad ascoltare le esigenze dei cittadini.
Noi, come è notorio siamo favorevoli a che gli amministratori percepiscano le indennità, ma in questo caso sarebbe un bel segnale andare incontro alle famiglie, almeno a quel tipo di famiglie che abbiamo elencato poco sopra. Gli amministratori potrebbero ridursi le loro indennità per far fronte almeno a queste obiettive difficoltà.
cervino delibera mensa scolastica 2017 2018