
Finalmente una presa di posizione chiara, senza giri di parole. A Cervino il sindaco Giuseppe Vinciguerra ha vietato l’esibizione di un cantante neomelodico noto per avere, nei suoi testi, riferimenti che esaltano la camorra. Una scelta che merita di essere sottolineata: non capita spesso, infatti, di vedere un’amministrazione locale che decide di dire un “no” netto, senza paura di perdere consensi o di scontentare qualche comitato festa.
In un territorio come il nostro, dove la musica dovrebbe unire ed essere divertimento e non strizzare l’occhio a certi modelli criminali, questa decisione assume un valore ancora più importante. È il segnale che non tutto si deve tollerare in nome del folklore o della “tradizione”. Peccato che altri sindaci del suessolano, in passato, anche recente, abbiano invece spalancato le porte a esibizioni simili, lasciando passare messaggi sbagliati. Sarebbe stato meglio se fossero stati loro, per primi, a prendere le distanze.
Diciamolo senza mezzi termini: chi ama davvero la musica non si riconosce nei neomelodici. E se oltre alla qualità discutibile delle canzoni ci si aggiungono testi che celebrano la camorra, allora non è più solo questione di gusto, ma diventa un dovere civico bloccarli.
Per questo salutiamo con favore la decisione del sindaco di Cervino. Una scelta coraggiosa, che manda un messaggio chiaro.
La speranza è che questo esempio venga seguito da altri. Perché non basta l’azione di un singolo: servirebbe che anche i comitati festa, i parroci e magari pure il Vescovo facessero più attenzione agli artisti invitati. Così non ci sarebbe nemmeno bisogno di arrivare a decisioni drastiche.
Per ora, a Cervino, possiamo dire che l’aria è cambiata. E, finalmente, si ascolta un’altra musica.