Siamo Cervino ha vinto, Giuseppe Vinciguerra è il nuovo sindaco.

Nel nostro sondaggio di un paio di settimane fa lo avevamo pronosticato e avevamo pure pronosticato che non vi sarebbe stata storia, la vittoria sarebbe stata, come lo è stata, netta!

Dove ha vinto Vinciguerra? Facile: nei comizi.

I comizi a Cervino sono sempre stati particolari, dove più il folklore a venir fuori che non i contenuti, dei piccoli show spesso e volentieri vicini, se non oltre, il trash.

Viva Cervino ha avuto una linea in tendenza con gli scorsi anni e cioè il classico: non andate nelle case della gente a dire che … e poi giù una serie di verità che in realtà era un cercare di sminuire gli avversari. Una conduzione questa della campagna elettorale che è risultata fallimentare nel momento in cui l’altra parte, Siamo Cervino, non ha accettato quel terreno di scontro. Siamo Cervino e tutti i candidati hanno parlato di sé e dei programmi, gli attacchi alla lista avversaria sono stati ridotti al minimo, se togliamo un paio di scivoloni tipo non amano cervino oppure distruggiamoli.

Davvero non riusciamo a capire come si sia pensato fosse una buona idea per Viva Cervino salire sul palco e cominciare a parlare di persone che non ci sono più? Come può essere una buona idea definire gli avversari pezzotti?
Dispiace dirlo ma i due Di Nuzzo che dovevano essere dei rulli compressori sono sembrati frullati, ci si perdoni il gioco di parole. Era difficilissimo capire il senso di quello che dicevano, ma è stato detto pure male. Inoltre, i due, che nel passato recentissimo se ne sono dette di tutti i colori, non hanno spiegato cosa li ha messi assieme, fare pace non è peccato, superare le divergenze per il bene del paese, sono belle frasi, ma ci vogliono i contenuti. Cosa è successo? Cosa vi ha convinti? Questo è mancato.

Dall’altra parte in Siamo Cervino pure c’era il problema del duo Piscitelli-Serino, ma è stato affrontato e bene. Non hanno fatto finta di nulla ma loro stessi sui palchi hanno detto chiaro: ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che dovevamo sostenere questo progetto di giovani e non ostacolarlo e così ci siamo incontrati e abbiamo scoperto che i nostri programmi erano simili ecc.. Ma figuriamoci! Non avevano i numeri per fare la lista e il Vinciguerra li ha accolti in seno, lo sanno pure le pietre, ma loro hanno illustrato benissimo il loro racconto, che è verosimile, anche perché il non riuscire a fare la lista e sposare un progetto di altri non è qualcosa di antitetico.

I due Di Nuzzo avrebbero potuto salire sul palco assieme nel primo comizio e spiegare gli antefatti di questa stima ritrovata. E’ mancato, come detto questo passaggio, e gli elettori ogni volta che li vedevano salire sul palco si ricordavano quando si mandavano pubblicamente a quel paese senza avere nulla su cui ragionare per giustificare presunta riappacificazione.

Altro encomio va a Giuseppina Piscitelli, che poteva e certamente voleva rispondere a quegli attacchi scomposti, ma si è trattenuta non cadendo nella trappola e il non rispondere è stata di per sé la migliore risposta.

Come può essere una buona idea insinuare le capacità lavorative del sindaco avversario? Si è discusso in qualche comizio su questo, sul fatto che Vinciguerra ci abbia messo qualche tentativo, tipo due o tre, per ottenere l’abilitazione. Cioè abbiamo scritto un libro su sta roba, ma non si mette in dubbio la capacità lavorativa dell’avversario a meno che non si sappia che eserciti una professione abusivamente! Ma poi con tutto il rispetto si va a criticare una persona che c’ha messo un po’ di tempo a prendere un’abilitazione, ma che ha preso, da chi fa difficoltà a mettere insieme una frase che sia una con soggetto, verbo e complemento!?

Ma lo stesso candidato sindaco Caturano ha commesso alcuni errori nella campagna elettorale. E’ stato ottimo quel passaggio quale io sono uno di voi, sono sempre in mezzo a voi, non mi vedete solo in campagna elettorale, questa è una cosa che funziona sempre, ma è stata utilizzata come frase di chiusura e non come vero argomento di campagna elettorale. La storia del sindaco messercolese ad esempio è stata percepita più come un argomento disperato per recuperare consenso che non un reale argomento a favore. Nel 2021 il popolo vuole capacità, merito e capacità di risoluzione dei problemi del proprio comune, se ne fotte altamente della provenienza geografica.

Ora possiamo dirlo, ma avevamo proposto ai candidati un confronto per dare la possibilità di illustrare con tranquillità il proprio programma, una roba di un’ora al massimo con domande concordate tra l’altro. Vinciguerra ci ha dato l’ok facilmente, Caturano invece ci ha risposto che doveva fare i voti. Anche questo è un argomento topico del nostro libro in merito: tutto serve a fare voti, nulla è decisivo tutto è fondamentale, anche quel confronto lo sarebbe stato, forse avrebbe allargato la forbice già enorme, forse l’avrebbe ridotta e chissà forse avrebbe ribaltato la situazione, non lo sapremo, ma è stata un’occasione persa.

C’è stato un video che è circolato di denigrazione su Martuccio Serino in particolare. Tranquilli quel video non ha spostato nessun voto, fa parte del gioco trash che dicevamo sopra, nulla ha portato alla discussione se non un po’ di folklore di cui non se ne è sentita e non se ne sente la necessità.

Con la vittoria di Vinciguerra, forse, si è inaugurato un nuovo modo di porsi ai comizi, vedremo per il futuro. Vedremo se invece si è inaugurato un nuovo corso anche nell’amministrare la cosa pubblica e non vedere il solito circo.

Intanto facciamo ancora i complimenti e un augurio di buon lavoro al sindaco Vinciguerra e a tutti gli eletti.


PER UN RIPASSO: